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RIENTRO A SCUOLA IN SICUREZZA – VADEMECUM

Infografica rientro a scuola

Lo scopo del presente “vademecum(che puoi scaricare in PDF a questo link >) è quello di fornire utili informazioni sul tema del rientro a scuola in sicurezza tra dubbi, perplessità e desiderio di normalità che accompagnano la riapertura di tutte le attività in questa terza fase post pandemica. Rinviamo, per quanto qui non indicato, alle fonti ufficiali indicate a margine di ciascun argomento.

IPSE DIXIT (Fonte: Palazzo Chigi, Conferenza Stampa Presidenza del Consiglio dei Ministri del 09.09.2020).

“La scuola richiede uno sforzo collettivo. (…) Abbiamo fatto il massimo per dare ai ragazzi il meglio e per regalare alla scuola un nuovo inizio. (…) La scuola riapre regolarmente il 14 settembre. (…) Abbiamo conciliato sicurezza ed efficienza. (…) Sarà un rientro in piena sicurezza, (ma) ci saranno nuovi contagi a scuola. [Ci sono già stati casi di studenti positivi durante i corsi di recupero dei debiti scolastici avviati dal 1° settembre; N.d.R.] (…) Stiamo facendo quello che non si è fatto in tanti anni (…) guidati sempre da indicazioni scientifiche. (…) Questo, per la scuola, può essere un nuovo inizio; non dobbiamo accontentarci di tornare alla normalità. (…)”. Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio.

“Restituire alle famiglie un pezzo di speranza, di normalità e di futuro. (…) La socialità per i giovani è fondamentale. (…) Le competenze della scuola sono molto stratificate. (…) Abbiamo recuperato in due mesi un ritardo di vent’anni. (…)”. Lucia Azzolina, Ministro dell’Istruzione.

“Vogliamo provare a ricreare una relazione tra scuola e sanità, una relazione che si era persa. (…) Ricostruire un rapporto organico. (…) Non lasceremo soli presidi e docenti. (…)”. Roberto Speranza, Ministro della Salute.

“Il Governo ha già recepito il contenuto dell’accordo con le regioni, nell’ambito della conferenza unificata, sul fronte delle disposizioni legislative. Infatti, il decreto 111 appena pubblicato, prevede la possibilità per le regioni di utilizzare le risorse già stanziate con autorizzazione di spesa per incrementare il numero dei mezzi di trasporto e per adeguarli alle nuove disposizioni per un massimo di 300 milioni di Euro sui 400 stanziati dal Decreto Agosto; mentre, per i comuni, è stata rilasciata un’autorizzazione di spesa di 150 milioni di Euro a valere sullo stanziamento di 1 miliardo e 620 milioni previsti dal Decreto Agosto”. Paola De Micheli, Ministro dei Trasporti.

 

LO SCENARIO NAZIONALE

(Fonte: Informativa del Ministro della Salute, R. Speranza, discorso al Senato del 06.08.20).

 

“La priorità assoluta è la riapertura delle scuole; per questo abbiamo impegnato tutte le nostre energie (…). La battaglia (al coronavirus) non è vinta, non siamo al sicuro, ma le istituzioni repubblicane hanno retto. Siamo fuori dalla tempesta, ma non siamo ancora in un porto sicuro. Abbiamo bisogno di tenere ancora alto il livello di attenzione, di tenere alta la guardia perché abbiamo recuperato tanto terreno, ma ancora ci sono insidie”.

I numeri dell’emergenza:

  • stanziati 6 miliardi di Euro per la scuola di cui 2,9 miliardi per la fase della riapertura;
  • destinati 2 miliardi di Euro per il recupero dell’edilizia scolastica;
  • per il trasporto pubblico (dedicato e non): stanziati 300 milioni di Euro per le regioni e 150 milioni di Euro per i comuni e le province;
  • 11 milioni di mascherine tipo chirurgico per studenti e docenti distribuite gratuitamente nelle scuole ogni giorno a cura dei dirigenti scolastici;
  • commissionati 2,4 milioni di banchi monoposto (2 milioni di tipo tradizionale e 400 mila con seduta innovativa);
  • ingaggiati 70.000 tra supplenti con contratto a termine e personale ATA non di ruolo;
  • nuovo organico in ruolo: in corso 25.000 nuove immissioni in ruolo per un totale di 60.000 nuovi assunti;
  • previsto un piano di assunzione per l’inserimento di 160.000 nuovi docenti in ruolo (indetto un concorso straordinario ad ottobre per nuove cattedre);
  • attualmente sono ancora 50.000 gli alunni senza classe/aula (Fonte: Ansa, 10.09.2020);
  • 1 istituto scolastico su 3 è stato interessato da interventi di edilizia leggera;
  • sono state ricavate 177 aule in più per oltre 200.000 studenti anche ricorrendo a spazi presi in affitto.

Il “Centro Europeo per la Salvaguardia e il Controllo delle Malattie Infettive” ha accertato, non solo in Italia, in queste ultime settimane post lock down, un quadro epidemiologico che si è progressivamente, ma significativamente, deteriorato con una graduale salita del numero dei contagi. In particolare, il tasso di incidenza Covid-19 rispetto a 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni risulta essere di:

  • 5,7 casi per l’Italia; 8,4 casi per la Germania; 12,6 casi per il Regno Unito; 19 casi per la Francia; 25,3 casi per la Croazia; 53,6 casi per la Spagna; 75,1 casi per la Romania;
  • con un totale di 25 milioni e 700 mila casi accertati nel mondo; 1 milione di nuovi casi a settimana nel mondo; 850 mila decessi nel mondo;
  • in Italia vengono trattati e processati 000 tamponi al giorno.

Se è vero che il lock down attuato in Italia e nel resto dell’Europa, seppur con tempi e modi diversi, ha permesso di piegare verso il basso la curva del contagio iniziale, è pur vero che i recenti spostamenti legati soprattutto al periodo estivo e alla ripresa delle attività economiche hanno comportato un forte abbassamento dell’età media delle persone che sono state contagiate, età media che si assesta intorno ai 29 anni di età.

È in questo contesto alquanto instabile (con l’allarme Balcani, tale da indurre il nostro Paese a sancire il divieto di ingresso e di transito in alcuni stati di questa regione), che si inserisce la sfida della ripresa della scuola con la didattica in aula ovvero come la si definisce adesso “in presenza”, mentre la didattica on line dovrebbe mantenere un carattere sussidiario e succedaneo (categorie a rischio, persone con disabilità, territori isolati, nuovi focolai di contagio accertati, ecc.).

Lo svolgimento dell’attività scolastica, come la ripresa dei trasporti, del lavoro e delle attività economiche in genere, avverrà nel rispetto delle regole fondamentali condivise dalla comunità scientifica internazionale:

  • uso corretto dei dispositivi e presidi di prevenzione (mascherine);
  • distanziamento sociale di almeno un metro;
  • rispetto delle norme igieniche basilari e, in particolare, il lavaggio frequente delle mani;
  • pulizia degli ambienti;
  • adeguata aerazione dei locali;

in attesa del vaccino, infatti, questi pilastri costituiscono, attualmente, il solo fronte al contenimento della diffusione del virus.

 

APERTURA ANNO SCOLASTICO

(Fonte: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca).

 

“La necessaria ripresa delle attività scolastiche deve essere effettuata in un complesso equilibrio tra sicurezza, in termini di contenimento del rischio di contagio, benessere socio emotivo di studenti e lavoratori della scuola, qualità dei contesti e dei processi di apprendimento e rispetto dei diritti costituzionali all’istruzione e alla salute” (Fonte).

Come ha osservato il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, “non esiste un rischio zero al contagio”, ma la fase dell’apertura dell’anno scolastico è stata organizzata perché possa avvenire nel modo più sicuro possibile, tenendo conto delle oltre 8.000 autonomie scolastiche presenti nel territorio italiano e dei circa 40.000 edifici scolastici in cui sussistono condizioni strutturali e logistiche tra loro molto diverse. Ecco le linee guida principali per il corretto rientro a scuola e l’ingresso in classe:

  • modulazione contestualizzata: differenziazione delle strategie e dei calendari di partenza nei territori a livello regionale e locale; previste ulteriori valutazioni a ridosso della riapertura delle scuole in base alle ultime esigenze emerse;
  • monitoraggio a domicilio della temperatura corporea: avviene a casa e non a scuola; viene effettuato in via autonoma, a cura delle famiglie, al fine di promuovere azioni consapevoli e responsabili;
  • refezione e ricreazione scolastica: adeguata organizzazione degli spazi, che permetta il servizio di mensa e refettorio; gestione modulare dei tempi con eventuali turnazioni; igiene degli ambienti dedicati e distanziamento sociale di almeno un metro; in via residuale, se non fosse consentito il rispetto di tali parametri, prevista la possibilità di un “lunch box” per il consumo del pasto in classe al banco;
  • non sono previste riduzioni dell’orario scolastico; adattamenti e deroghe possono essere ammesse per ciascun istituto scolastico in base alle esigenze condivise con il Provveditorato;
  • regole particolari sono previste per la scuola dell’infanzia tenuta in considerazione l’età dei bambini e l’impossibilità di attuare il distanziamento sociale; per l’utilizzo di giocattoli e di altri oggetti, si vedano le indicazioni di cui al sito del MIUR (apposita sezione); non è previsto l’uso della mascherina per i bambini; prevista la mascherina per gli insegnanti;
  • ingresso a scuola: presidi e direttori didattici organizzeranno in autonomia l’accoglienza negli spazi esterni facendo rispettare il distanziamento. L’accesso per l’accompagnamento è previsto solo per un genitore (scuola dell’infanzia) o persona maggiorenne delegata e nel rispetto delle regole generali di prevenzione del contagio;
  • test sierologico e molecolare: gratuito per docenti e personale ATA che opera nei nidi, nelle scuole dell’infanzia, nelle scuole primarie e secondarie; eventuale test molecolare; nessun test attualmente previsto per gli studenti; dai primi test effettuati, risultano circa 15.000 positivi al virus;
  • questione dell’affollamento delle classi: poiché si tratta di un aspetto di edilizia scolastica, non è stato possibile affrontare la problematica in termini risolutivi; sono previste soluzioni alternative, che verranno individuate, volta per volta, con riferimento a ciascun plesso scolastico; la responsabilità è dei presidi e dei direttori scolastici di concerto con provveditorato e con gli enti locali; dovranno essere rispettati gli standard di sicurezza previsti dal CTS e potranno essere individuate soluzioni alternative di accoglienza degli studenti (sale pubbliche, teatri, sedi circoscrizionali, biblioteche, prefabbricati, ecc.);
  • aule: adeguata aerazione dei locali; previsti periodici e frequenti ricambi dell’aria;
  • disabilità: previsto un nuovo modello di piano educativo individualizzato per alunni con disabilità; tale modello, in concerto con il Consiglio Superiore di Pubblica Istruzione e con l’Osservatorio Nazionale Permanente per l’Inclusione Scolastica, comporta la condivisione delle strategie inclusive con le famiglie degli alunni, una maggiore partecipazione di esse alle scelte decisionali e la creazione di un organo collegiale denominato “GLO” (Gruppo di Lavoro Operativo); tale modello è destinato ad acquisire un’importanza fondamentale poiché molte delle misure di contenimento del contagio SARS-Cov. 2 non sono compatibili con gli studenti affetti da patologie (ma anche con i docenti), deficit cognitivi, disabilità e dovranno essere adattate caso per caso;
  • dispenser: installati nelle scuole appositi dispenser per la distribuzione di soluzioni idroalcoliche per la detersione delle mani.

 

IL CASO DEI “50.000”

 

È una situazione residuale. Si tratta di studenti cui non è stato ancora possibile assegnare una nuova aula con le caratteristiche generali indicate nei vari punti già ricordati (distanziamento, collocazione dei banchi, ecc.). Questi studenti dovranno comunque andare a scuola, ma, temporaneamente, fino a quando non saranno individuati nuovi spazi (anche esterni all’edificio scolastico, anche presi in affitto presso strutture terze), dovranno sempre indossare la mascherina per tutto il tempo delle lezioni.

 

USO DELLE MASCHERINE

(Fonte: CTS verbale del 12.08.2020 n. 100; audizione al Senato, Ministro della Salute R. Speranza del 06.08.2020).

 

È la tematica più controversa per la quale, ad oggi, non esiste ancora un indirizzo preciso, ma valgono le indicazioni di prudenza emanate dal CTS il quale ha ribadito la seguente regola generale: “Nelle situazioni in cui non sia possibile garantire il distanziamento fisico (…) sarà necessario l’utilizzo della mascherina per gli studenti di età superiore ai 6 anni”. Se la situazione dovesse peggiorare, il CTS potrebbe proporre regole anti-contagio più stringenti. Occorre, quindi, distinguere tra diverse categorie di soggetti:

  • docenti e personale ATA: sono previste eccezioni per docenti con particolari patologie o con età in fascia critica, compresa possibilità di gestire solo la didattica on line; in via generale, gli insegnanti indosseranno la mascherina chirurgica durante le lezioni e sempre quando si avvicinano ad uno studente; si consente l’uso di dispositivi che permettano la lettura labiale per facilitare la comprensione da parte degli studenti durante le spiegazioni (mascherine trasparenti); i docenti potranno togliere la mascherina mentre insegnano purché tra la cattedra e il primo banco sia prevista una distanza compatibile con le misure di prevenzione; esclusa la scelta della barriera di plexiglass sulla cattedra;
  • alunni fino a 6 anni di età: per loro non è previsto l’obbligo di indossare la mascherina;
  • studenti di età superiore a 6 anni di età: si distinguono diversi momenti nella giornata scolastica e nell’attività didattica; in particolare:
    • ingresso e uscita dalla scuola: le mascherine sono obbligatorie sempre;
    • durante gli spostamenti nei corridoi della scuola: le mascherine sono obbligatorie;
    • durante il tragitto casa/scuola/casa con mezzo di trasporto pubblico: le mascherine sono obbligatorie;
    • momenti dinamici; momenti in cui non si è seduti al banco; momenti in cui ci sono rischi concreti di avere contatti a meno di un metro con altri studenti: obbligo indossare la mascherina;
    • momenti statici; momenti in cui lo studente è fermo, seduto al banco, durante la spiegazione della lezione; in tutti i casi in cui è rispettata la distanza interpersonale di almeno un metro: non c’è obbligo di indossare la mascherina.

 

TRASPORTO SCOLASTICO

(Fonte: “Linee guida per scuolabus per alunni frequentanti fino alla scuola secondaria di primo grado”; documento aggiornato al 25.08.2020).

 

Osserva il Ministro della Salute Roberto Speranza che la gestione del trasporto pubblico nazionale e locale ha tenuto in considerazione due diverse istanze di riferimento da coordinare e conciliare:

  1. cautela sanitaria massima nei confronti di un virus ancora esistente e circolante;
  2. garantire un servizio di trasporto pubblico per tutti.

Precisa il Ministro dei Trasporti Paola De Micheli che il trasporto pubblico è stato suddiviso in due categorie:

  • trasporto dedicato scolastico (scuolabus): si tratta di un sistema di trasporto organizzato quasi sempre a livello locale. La particolarità sta nel fatto che di esso si conoscono nel dettaglio tutti gli aspetti: gli utenti che ne fanno uso, le fermate in cui ci si ritrova per salire e scendere, gli orari di partenza e di arrivo. È, quindi, molto facile la tracciabilità di questi percorsi e l’individuazione dei bambini/ragazzi che se ne avvalgono;
  • trasporto non dedicato: mezzi pubblici, trasporto locale, trasporto ferroviario e treni metropolitani ad uso promiscuo.

Molte delle disposizioni sono comuni e destinate a sovrapporsi; abbiamo scelto di trattarle insieme per una migliore economia dell’esposizione, rinviando ai link istituzionali per approfondimenti e norme di dettaglio.

1) Modalità gestione trasporto dedicato scolastico (scuolabus).

  1. misurazione della febbre: non avviene alla salita sul mezzo di trasporto, ma va effettuata prima, a casa, a cura dei genitori;
  2. in caso di temperatura corporea superiore ai 37,5°: divieto di salita e di accesso al mezzo di trasporto;
  3. prevista la disinfezione e sanificazione degli scuolabus tutti i giorni;
  4. in fase di salita sul mezzo: presenza di erogatori detergenti per la sanificazione delle mani;
  5. alla fermata dello scuolabus: sale il secondo passeggero solo dopo che il primo si è già seduto;
  6. in fase di salita: distanziamento sociale di un metro;
  7. alla discesa: si scende uno per volta, evitando i contatti ravvicinati; ci si cura di alzarsi dal proprio posto solo quando il passeggero precedente sia definitivamente sceso;
  8. durante il tragitto, il conducente dello scuolabus deve indossare i dispositivi di protezione individuale; divieto di parlare o di interagire con il guidatore del mezzo di trasporto;
  9. obbligo per gli alunni trasportati di indossare la mascherina (nessun obbligo, invece, per gli alunni di età inferiore ai 6 anni);
  10. limitazioni alla capienza massima (80%) degli scuolabus: apposizione marker segnaposto per garantire il distanziamento di 1 metro tra gli alunni;
  11. deroga al punto j): nel caso in cui la permanenza degli alunni all’interno dello scuolabus non sia superiore ai 15 minuti;
  12. previste deroghe particolari per gli alunni con disabilità o in difficoltà personale (da valutare volta per volta).

2) Modalità gestione trasporto non dedicato (pubblico generale).

Sono state approvate in conferenza unificata (in data 31.08.2020) le linee guida del MIT (Ministro On. Paola De Micheli) e del Ministero Affari Regionali (On. Francesco Boccia); esse contengono le misure organizzative per il contenimento della diffusione del Covid-19; è stata aumentata la capienza dei mezzi pubblici in condizioni di sicurezza per favorire la ripresa ordinata dell’attività scolastica ed economica. In sintesi: qualora lo studente non si avvalga dello scuolabus dedicato, potrà adoperare un mezzo di trasporto pubblico di linea e, in tale caso, opereranno le disposizioni qui sotto elencate, che si applicheranno anche agli utenti non studenti come, ad esempio, i lavoratori. Ecco le linee guida:

  1. aumento di flussi complessi non legati soltanto alla ripresa della scuola, ma anche a lavoratori che rientrano in presenza dopo un periodo di smart working;
  2. stanziati 300 milioni di Euro per incrementare il numero dei mezzi di trasporto circolanti;
  3. novità: obbligo uso mascherina chirurgica (non idonea quella generica di stoffa);
  4. raccomandazione di modulare/scaglionare le fasce orarie della mobilità dei lavoratori pendolari intervenendo sugli orari di ingresso in fabbrica, di apertura degli uffici, di inizio delle attività commerciali ed economiche;
  5. prevenire i rischi di aggregazione/assembramento connessi alla mobilità; attuare il distanziamento di un metro all’interno dei mezzi pubblici (non necessario nel caso si tratti di persone conviventi che possono sedere una accanto all’altra);
  6. incentivazione all’utilizzo alternativo di forme di mobilità sostenibile privata in luogo della pubblica (cicli; e-bike; ecc.);
  7. fissato il coefficiente di riempimento in misura non superiore all’80%, prevedendo una maggiore riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti (prevista l’apposizione di segnaposti);
  8. potrà essere aumentata la capacità di trasporto, oltre il limite previsto al punto g), esclusivamente nel caso in cui sia garantito all’interno del mezzo un ricambio dell’aria e un suo filtraggio attraverso idonei strumenti di aerazione; possibile anche, negli autobus più vecchi, l’apertura prolungata dei finestrini per tutta la durata del viaggio;
  9. per aumentare la capacità di trasporto dei mezzi pubblici, potranno anche essere installati separatori mobili tra i sedili dei passeggeri;
  10. anche nei mezzi pubblici saranno installati appositi dispenser per la distribuzione di soluzioni idroalcoliche per la detersione delle mani.

 

CONTACT TRACING

 

La ricerca e la gestione dei contatti (“contact tracing”) è una componente chiave delle strategie di prevenzione e di controllo del contagio da SARS-Cov. 2 (Covid-19). L’obiettivo è quello di identificare rapidamente i casi secondari, prevenire l’ulteriore contagio e isolare il “cluster” che si è creato.

Il “Servizio di Igiene e Sanità Pubblica” è intervenuto per avviare l’azione di “contact tracing” in collaborazione con i responsabili didattici degli istituti e con i responsabili sanitari. Nell’ipotesi di contagio Covid, dovranno essere rintracciati tutti i possibili contatti per ricostruire i movimenti e individuare tempi e modalità di interazione con il caso indice iniziale.

In particolare, l’ANP (l’associazione dei presidi) si interroga sulla necessità di un chiarimento normativo circa la possibilità di ricorrere al “lavoro agile” sia per il personale docente che per il personale di segreteria (ATA) atteso che la mappatura mediante CT potrebbe comportare che alcuni uffici vengano posti in quarantena, mentre altri plessi continuino a funzionare ovvero − nell’ipotesi più radicale − che sia disposta la chiusura dell’intera scuola (Fonte: lettera dell’ANP al MIUR datata 04.09.2020).

Tra le situazioni che si possono presentare:

  • lo studente avverte sintomi Covid/temperatura corporea superiore a 37,5° a casa: non deve recarsi a scuola; occorre avvisare con tempestività il dirigente scolastico e il medico curante/pediatra;
  • lo studente avverte sintomi Covid/temperatura corporea superiore a 37,5° a scuola: i genitori vengono allertati; scatta il “contact tracing”; il pediatra/medico curante in concerto con il dipartimento di prevenzione della ASL valuterà se eseguire o meno la prova tampone;
  • tampone positivo: in caso di tampone, se l’esito del tampone è positivo, il dipartimento di prevenzione della ASL valuterà se adottare la quarantena per tutte le persone che sono venute a contatto con lo studente: in primis, compagni di classe, docenti, famiglie;
  • quarantena dell’intera classe: come ipotesi estrema, nel caso di cui sopra, sempre previa valutazione del dipartimento di prevenzione della ASL.

 

SMART WORKING E CONGEDO PARENTALE

 

È prevista la facoltà per i genitori di richiedere al datore di lavoro, in alternativa, l’accesso al “lavoro agile” (lavoro da casa) oppure di avvalersi della normativa sui congedi parentali (permessi retribuiti, si veda la normativa generale sul tema). Tali ipotesi ricorrono quando si rende necessario accudire i figli e opera l’isolamento fiduciario o la quarantena obbligatoria poiché l’alunno risulta positivo al virus, a seguito di contagio contratto a scuola, e debba restare a casa in malattia/quarantena.

 

LEZIONI ON LINE CON INSEGNANTE E CLASSE IN QUARANTENA

 

È un’ipotesi estrema, il caso in cui, a seguito di contagio in classe, il dipartimento di prevenzione ritenga di isolare tutti gli alunni e gli insegnanti che sono venuti in contatto con il contagiato. In questo caso, le lezioni per la scolaresca proseguiranno da remoto, a casa, in modalità “a distanza”. Non c’è comunque un automatismo. Sarà sempre il dipartimento di prevenzione territoriale a valutare, caso per caso, se, in presenza di un contagio, andrà in quarantena l’intera classe compreso il corpo docente.

 

QUARANTENA “CORTA”

 

È allo studio del CTS la possibilità di una riduzione dei tempi della quarantena obbligatoria e dell’isolamento fiduciario, similmente a quanto già avviene in alcuni paesi dell’UE, dagli attuali 14 giorni a 10 giorni o addirittura 7 giorni. Il CTS ha valutato che il tempo medio di manifestazione dei sintomi influenzali SARS-Cov. 2 sia di 5 giorni.

 

STUDENTI FRAGILI

 

Sono gli studenti che non possono indossare la mascherina a causa di patologie incompatibili con l’uso della stessa. Per essi, salve eccezioni a livello locale, l’unica via praticabile sembra essere quella dell’istruzione domiciliare. Ad essi, verrà comunque garantito l’accesso prioritario a screening ed accertamenti diagnostici.

 

MEDICINA SCOLASTICA

 

Abolita negli anni Novanta, a seguito dei consistenti tagli all’istruzione pubblica dovuti al pesante indebitamento della Prima Repubblica, già prevista negli anni Sessanta, sembra conoscere una nuova stagione di attualità e di centralità proprio in relazione alla gestione del “contact tracing” tra scuola, famiglie e unità sanitarie locali. Numerosi i progetti e le proposte parlamentari di introduzione ex novo.

 

VACCINAZIONE

 

La vaccinazione è l’unica risposta scientifica al virus epidemico. Lo sostiene il Ministro della Salute e, a tal riguardo, il governo italiano ha stretto un’alleanza con Francia, Germania ed Olanda e con la multinazionale biofarmaceutica “Astrazeneca” per la predisposizione di un vaccino le cui prime dosi, si stima, saranno disponibili entro la fine del 2020. I test sul vettore virale, l’infialamento e la produzione avverranno in Italia.

La comunità scientifica avverte, però, che le misure emergenziali per il contenimento epidemico si protrarranno almeno fino al 2022.

Come è stato dichiarato nell’audizione al Senato del 08.09.2020 dal ministro Lucia Azzolina, la “stagione dei tagli (all’istruzione) è archiviata”; “la scuola ha fatto squadra, anche grazie alla complicità delle famiglie”; “la scuola torna ad essere motore di sviluppo e ascensore sociale per i più capaci e meritevoli”.

Dobbiamo augurarci che la grande prova cui è stata sottoposta la scuola a seguito del contagio epidemico non resti figlia dell’emergenza, ma si traduca in un rinnovamento strutturale e prolungato dell’istruzione, della ricerca, della sperimentazione e dello sviluppo scientifico e, più in generale, delle coscienze e delle istituzioni pubbliche italiane.

 

LEGENDA

Alcuni termini sono stati abbreviati con sigle. Qui di seguito le principali locuzioni utilizzate:

CTS: Comitato Tecnico Scientifico;

OMS: Organizzazione Mondiale della Sanità;

ATA: insieme del personale non docente, tecnico ed amministrativo impiegato in una scuola;

MIT: Ministero dei Trasporti;

ANP: associazione nazionale rappresentativa dei presidi degli istituti scolastici e delle alte dirigenze scolastiche;

CT: contact tracing o sistema di tracciamento del contagio Covid;

MIUR: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica;

 

Nota: “I contenuti espressi in questo vademecum non hanno valenza politica, ma esclusivamente culturale e divulgativa. I temi trattati fanno riferimento alle fonti indicate, cui si rinvia, e al dibattito pubblico generale affrontato dagli organi di stampa. D.A.S. si astiene da qualsiasi indicazione, orientamento o valutazione sugli argomenti riportati (N.d.R.)”.

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