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Novità in tema di reati contro il patrimonio culturale

Il patrimonio storico, artistico e culturale rappresenta per il nostro legislatore un valore meritevole di tutela, sia a livello nazionale che internazionale. 

A questo proposito, lo scorso 21 gennaio l’Italia ha ratificato la Convenzione di Nicosia del 19 maggio 2017, nata con l’obiettivo di prevenire e combattere la distruzione intenzionale, il danneggiamento e la tratta dei beni culturali, oltre che di rafforzare le risposte dei sistemi giudiziari degli Stati contraenti. 

La ratifica della Convenzione, infatti, implica l’obbligo per gli Stati di punire i responsabili con norme che siano efficaci, proporzionate e dissuasive, lasciando agli stessi la scelta del trattamento sanzionatorio più adeguato. 

Tra gli illeciti delineati dalla Convenzione ricordiamo, a titolo esemplificativo, lo scavo e la rimozione illegali, l’importazione ed esportazione illegale, l’acquisto di beni culturali di provenienza illecita. 

Nell’ottica di offrire una tutela effettiva ed efficace al patrimonio culturale, il 23 marzo scorso è entrata in vigore la Legge 22/2022, recante “Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale”, la quale ha modificato il Codice penale introducendovi l’apposito titolo VIII-bis, rubricato “Dei delitti contro il patrimonio culturale”. 

L’obiettivo del Legislatore è quello di operare una profonda riforma della materia, ridefinendo l’assetto della disciplina nell’ottica di un tendenziale inasprimento del trattamento sanzionatorio. 

Con la nuova normativa si collocano nel Codice Penale gli illeciti attualmente ripartiti tra Codice Penale e Codice dei Beni Culturali, si introducono nuove fattispecie di reato, tra cui, ad esempio, quello di furto di bene culturale e di illecita detenzione di bene culturale; si introducono circostanze aggravanti quando oggetto di reati comuni siano beni culturali, dando attuazione ai principi costituzionali in forza dei quali il patrimonio culturale e paesaggistico necessita di una tutela ulteriore rispetto a quella offerta alla proprietà privata. 

Tra le novità più importanti, inoltre, si segnala l’inserimento dei delitti contro il patrimonio culturale tra i reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del Decreto Legislativo n. 231 del 2001. 

L’abrogazione dei reati contenuti nel Codice dei Beni Culturali– che, come detto, transitano nel Codice Penale – non comporta in automatico l’estinzione dei processi in corso: sarà compito del Giudice verificare caso per caso quando si tratta di c.d. abolitio criminis e quando invece esiste una continuità normativa con le nuove fattispecie introdotte, facendo ovviamente applicazione della norma più favorevole all’imputato. 

 

di Avv Stefania Colombo; A&A Studio legale 

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