MULTA PER IL PADRONE DEL CANE CHE FA PIPì PER STRADA

In provincia di Verona un uomo di 44 anni è stato multato in quanto colpevole di non aver pulito il manto stradale dopo che i suoi due cani avevano urinato su un cestino.

La polizia municipale ha giustificato la sanzione per il mancato rispetto di un’ordinanza comunale che prevede, nel centro storico, che l’urina degli animali debba essere subito pulita con acqua, pena la sanzione pecuniaria amministrativa.

Una multa rara nel suo genere che, secondo l’associazione italiana difesa animali e ambiente, fa riferimento ad un’ordinanza ridicola che va oltre il buon senso.

L’accusa dal canto suo rileva come l’urina del cane, se non prontamente lavata, sia classificabile a tutti gli effetti come “reato di imbrattamento”.

Secondo quest’ultima tesi, consentire al proprio cane di fare pipì su macchine o pareti degli edifici potrebbe integrare il reato di imbrattamento sanzionato dall’art. 639 del codice penale.

Infatti, tale norma sanziona chiunque deturpa o imbratta cose mobili o immobili altrui con la multa sino a 3 mila euro e la reclusione da tre mesi a un anno se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico.

Per evitare spiacevoli inconvenienti sarebbe quindi opportuno portare sempre con sé una bottiglietta d’acqua durante le passeggiate con il proprio cane, così come è stato stabilito da una sentenza della Cassazione (cfr. Cass. n. 7082/2015) che ha assolto un uomo dal reato di imbrattamento in quanto intento a minimizzare i danni mediante il lavaggio con acqua.