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L’IMPATTO DELLA PANDEMIA SULLA FAMIGLIA ITALIANA

Infografica pandemia famiglia italiana

Quanto sta pesando la pandemia sul bilancio delle famiglie italiane ?

Nonostante i molteplici provvedimenti varati dall’Esecutivo per fronteggiare la crisi economica provocata dal coronavirus, la situazione per i risparmi delle famiglie italiane resta preoccupante e l’aspettativa maggiore si concentra soprattutto sul “Recovery Plan” i cui effetti non si vedranno, però, prima del secondo trimestre del 2021.

Le prospettive della ripresa economica continuano ad essere circondate da incertezze a causa dell’emergenza coronavirus.

Alcuni dati, raccolti dall’Istituto nazionale di Statistica, ci aiutano ad inquadrare meglio il contesto che è, in primis, globale e macroeconomico, ma che, in ultima battuta, si riversa inevitabilmente sul mercato interno del lavoro e dei consumi.

Per capire come stanno andando le finanze dello Stato in relazione alla ricchezza prodotta, osserviamo che il rapporto tra deficit e PIL si assesta al 10,8% nel secondo semestre 2020, ma con una previsione di contenimento nel lungo periodo anche grazie ai finanziamenti che dovrebbero pervenire dall’UE (7% nel 2021 e 4,7% nel 2022). Per cogliere la portata del dato percentuale, si rammenta che il patto di stabilità, antecedente la pandemia, prevedeva un margine di disavanzo del 3%.

  • I consumi sono crollati dell’11,5%.
  • Il 40% di coloro che hanno contratto un mutuo dichiarano di avere difficoltà nel sostenere le scadenze delle rate.
  • La percentuale di individui in difficoltà con i pagamenti delle rate di un credito al consumo è del 34% (Fonte: “Il Sole 24 Ore” 07.07.2020).
  • La recessione italiana è quasi doppia rispetto a quella tedesca (meno 11,2% contro meno 6,3%).
  • Eurozona: stime di crescita a meno 8,0% (però con previsioni di crescita in positivo nel 2021 a + 5%).
  • La pressione fiscale è salita al 43,2% nonostante le entrate ridotte a seguito dei provvedimenti di sospensione e dilazione delle imposte.
  • Crollo del 5,8% del reddito disponibile per le famiglie italiane.
  • Nuovo record debito pubblico a 560,50 miliardi di Euro (in aumento di 29,90 miliardi di Euro rispetto al mese precedente), mentre sul tema dell’inflazione l’Istat conferma la stima di agosto di una riduzione dello 0,5%.
  • L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività registra un aumento dello 0,3% su base mensile e una riduzione dello 0,5% su base annua.
  • L’Istat segnala che l’export, pur frenando, continua ad essere positivo con un incremento dell’11,7%.

La ripresa economica si sta affacciando, ma rischia di essere a doppia velocità e a macchia di leopardo.

Il Premier e il Ministro delle Finanze hanno predisposto in questi giorni la Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (“NA.DEF”): l’obiettivo annunciato è quello di un “piano di rinascita e di rigenerazione del paese”. In particolare, viene fissato “un obiettivo di indebitamento netto al 7% del prodotto interno lordo (…) si presenta, quindi, lo spazio di bilancio per una manovra espansiva pari a 1,3 punti percentuali di PIL, oltre 22 miliardi di Euro”. Si sta ragionando su una riforma fiscale che vedrà la rimodulazione delle aliquote seguendo il modello tedesco per favorire soprattutto i redditi fino a 40.000 Euro ed evitare i “salti d’imposta” dovuti agli scaglioni.

Un’indagine Doxa-Edufin del luglio 2020, condotta su un campione rappresentativo di cinquemila famiglie italiane, ha fatto emergere alcune criticità:

  • lo spettro di non poter affrontare spese impreviste di importo superiore ai 2.000 Euro assilla il 30,7% delle famiglie intervistate;
  • sono aumentate del 12% le famiglie italiane che dichiarano di non riuscire ad arrivare alla fine del mese;
  • i più fragili sono i giovani, le donne, i residenti al Sud, coloro che hanno un basso livello di scolarizzazione.

Si stima che il ritorno alla crescita ai livelli del 2019 avverrà solo alla fine del 2021.

Concludiamo questo breve saggio con un monito (e auspicio) di Christine Lagarde, presidente della BCE: “L’aumento dei contagi da coronavirus durante l’estate rappresenta un vento contrario nelle prospettive di breve termine della ripresa. Guardando avanti, una ripresa sostenibile dipenderà dall’evoluzione della pandemia e dal successo delle politiche di contenimento”.

DASy

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