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LE PAROLE DI DAS: LITICONSORZIO

Parole das mese litisconsorzio processo civile 23102020

Proseguendo la nostra analisi del glossario giuridico, ricorre spesso nella tutela legale la parola “litisconsorzio”, termine un po’ anomalo nel nostro dialogo quotidiano e che, invece, in quello degli avvocati e dei giudici, riveste un’importanza fondamentale.

Intanto, dobbiamo incominciare a ragionare sul fatto che il diritto non usa mai termini impropri o atipici. Quando si agisce in giudizio, quando si promuove una causa, bisogna stare molto attenti all’uso delle parole, a quello che si chiede e a quello che si afferma, poiché da ciò può dipendere il buon esito della vertenza.

Intanto, possiamo incominciare ad affermare che il “processo litisconsortile” è un processo soggettivamente complesso con pluralità di parti. Che cosa vuol dire? Significa che è un processo in cui vi sono molteplici parti rispetto alle consuete due (colui che agisce in giudizio e colui che viene citato in causa).

Attenzione che in diritto si parla di parte e non di persona e i due concetti non sono affatto sinonimi: più persone accomunate dal medesimo interesse (o meglio: dalla medesima legittimazione) costituiscono una sola parte processuale e non sono parti distinte. Un esempio: più fratelli comproprietari che agiscono in giudizio per difendere la loro casa da un aggressore esterno costituiscono una sola parte processuale.

Torniamo al litisconsorzio. I modi con cui si può generare il fenomeno del processo soggettivamente complesso sono sostanzialmente questi:

  1. il processo nasce con più di due parti;
  2. il processo si instaura con due parti e interviene successivamente e volontariamente una terza parte;
  3. il processo ha inizio con due parti, ma viene chiamata in causa una terza parte che è costretta ad intervenire nel processo già pendente;
  4. quando il giudice decide di riunire due processi in un “maxi processo” unitario per ragioni di economia processuale e di coordinamento decisorio;
  5. un quinto caso potrebbe essere quello del c.d. “cumulo oggettivo”, ossia quando vi sono più citazioni contro la stessa parte provenienti tutte dallo stesso ricorrente.

 

Perché è così importante il litisconsorzio?

 

Un esempio, un caso che ricorre nella tutela legale delle imprese: i soci assenti o dissenzienti che impugnano una delibera del consiglio di amministrazione di una società e chiedono che sia annullata denunciando motivi di invalidità diversi. Troviamo in questo processo un unico convenuto (l’amministratore delegato della società), una pluralità di attori (i soci ricorrenti), tante domande giudiziali quanti sono gli attori, ciascun socio che dovrà dimostrare, a titolo personale, la ragione del dissenso e il vizio della delibera.

Al di là dei tecnicismi (per i quali possiamo andare a leggerci gli art. da 102 a 111 del c.p.c.), cerchiamo di incuriosirci un po’ pensando ai film con Perry Mason, Nero Wolfe o alla penna creativa di Rex Stout: la regola fondamentale di un processo perché sia legittimo e non venga annullato è che sia sempre garantito il principio del contraddittorio ossia il diritto alla difesa. Il giudice non può statuire sopra alcuna domanda se la parte contro la quale è proposta non è stata regolarmente citata e non è comparsa in tribunale per difendersi. Il giudice deve sempre ascoltare tutte le parti contro le quali la domanda del ricorrente è proposta e se la citazione (redatta dall’avvocato) è incompleta, il giudice non può decidere il merito della causa ed è costretto ad archiviare.

Questi meccanismi processuali sono molto importanti perché dal loro rispetto dipende l’esito della causa. Trovano conferma nella nostra Costituzione e in quelle di molti altri paesi democratici e liberali e sono alla base dei sistemi processuali moderni non inquisitori ma accusatori con diritto alla difesa in ogni grado di giudizio.

Possiamo, quindi, concludere affermando che il litisconsorzio è importante perché può esservi un interesse che più parti agiscano o siano convenute nello stesso processo; quando tra le cause che si propongono esiste una correlazione per l’oggetto dal quale dipendono; oppure quando la decisione del giudice dipende in tutto o in parte dalla risoluzione di medesime questioni.

DASy

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