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LO STATO DELLA SANITÀ IN ITALIA: COME DIFENDERSI DALLA MEDICAL MALPRACTICE CON LA TUTELA LEGALE

sanità italia 2022

Il rapporto medico-paziente, in Italia, è sempre più in crisi. Non è soltanto una questione organizzativa, operativa, burocratica o procedurale: è anche, e soprattutto, una questione legale.

Il contenzioso medico-legale rappresenta un costo enorme per i bilanci pubblici di ospedali e ASL. Non si tratta necessariamente di malasanità. L’aumento del contenzioso è un fenomeno più generale che riguarda i meccanismi dei mercati non ancora regolamentati o opportunamente governati. Il rischio della responsabilità professionale medica (legge Gelli Bianco n. 24 del 2017) non viene ancora gestito e prevenuto in modo corretto in tutto il paese.

 

Come difendersi con la polizza di tutela legale

 

Il sistema sanitario italiano fa i conti con un decennio di “tagli” e con una privatizzazione dei servizi non sempre presidiata dagli organismi pubblici territoriali. Nonostante ciò, esso rappresenta, ancora oggi, nel panorama europeo e mondiale, un’eccellenza. Tuttavia, l’analisi statistica del contenzioso medico legale fa emergere una condizione problematica in cui versano i professionisti della sanità: denunce e querele, procedimenti penali lunghi e farraginosi, danni all’immagine provocati dalla “gogna mediatica”, danni economici provocati dall’obbligatorietà dell’azione penale anche quando essa si traduce in un nulla di fatto o in liti temerarie.

 

I numeri del contenzioso legale sanitario

(fonte: “Consulcesi”, 2019; “Tribunale del Malato”, 2015; “Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari”, 2013; “Osservatorio Sanità”; 2013):

  • su 300.000 cause, il 95% è senza esito; nella città di Milano, una denuncia al giorno
  • sono 300.000 le cause legali giacenti nei tribunali contro i dottori e le strutture sanitarie
  • 000 nuove azioni legali vengono intentate ogni anno, ma il 95% dei procedimenti penali per lesioni personali colpose a carico di esercenti le professioni sanitarie si conclude con un proscioglimento
  • le denunce vengono presentate principalmente al sud e nelle isole (44,5%); al nord la percentuale scende al 32,2%, mentre al centro si assesta al 23,2%
  • le aree maggiormente a rischio contenzioso legale sono quella chirurgica (45,1% dei casi), pediatrica (13,8%) e quella della medicina generale (12,1%)

 

Quanto costa intraprendere un’azione legale?

(fonte: “Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari”)

  • partendo da una richiesta risarcitoria media di 100.000 Euro, per una causa civile si spendono in media 50.128 Euro; se si tratta di penale, invece, sono necessari 36.901 Euro
  • sempre più spesso, una polizza di tutela legale è la risposta assicurativa del medico professionista per cautelarsi avverso tali circostanze
  • il 78,2% dei medici ritiene di correre un rischio maggiore di procedimenti giudiziari rispetto al passato
  • il 68,9% dei medici pensa di avere 3 probabilità su 10 di subire un ingiusto processo
  • il 65,4% dei medici ritiene di subire una pressione indebita nella pratica quotidiana a causa della possibilità di subire un processo

 

La fuga all’estero dei camici bianchi. La situazione italiana

(fonte: https://www.epicentro.iss.it)

Se lo “stato” della sanità italiana è ancora in buona salute, numerosi sono i problemi che affliggono l’apparato sanitario e che possono essere così riepilogati:

  • dal 2010 al 2015, oltre 10.000 camici bianchi hanno preferito recarsi all’estero; le ragioni di tale fuga sono riconducibili alla carenza di posti nelle scuole di specializzazione, all’applicazione del numero chiuso per l’accesso alle facoltà, alla disparità retributiva rispetto ai colleghi esteri, al mancato rispetto delle regole sull’orario di lavoro, alla mancata corresponsione del corretto trattamento economico;
  • per quanto riguarda le spese destinate al sistema sanitario, l’Italia è all’ultimo posto in quanto a finanziamenti pubblici pro-capite, ma è anche al penultimo posto in quanto a richieste di contributo spese da parte del cittadino;
  • l’Italia è il paese europeo con la maggiore concentrazione di medici (4,1 medici ogni 1.000 abitanti, contro i 2,2 dell’Inghilterra) e con la minore concentrazione di infermieri (5,4 ogni 1.000 abitanti, contro i 10,7 della Svizzera). La percentuale di medici presenti nelle aree urbane italiane è maggiore rispetto agli altri paesi europei ed è pari al 49% del totale

 

Il paziente ha sempre diritto ad un risarcimento del danno?

 

La risposta non è immediata. Per tale motivazione, DAS ha sviluppato una gamma di garanzie assicurative che tutelano legalmente sia il paziente, sia il medico professionista allo scopo di fare chiarezza sull’accaduto e verificare concretamente i margini di successo giudiziale in un presunto caso di malasanità:

  • “DAS IN FAMIGLIA”: tutela il singolo paziente in caso di errori medici che abbiano provocato un danno alla salute
  • “DIFESA AREA MEDICO-SANITARIA”: tutela il medico libero professionista o il singolo medico dipendente da un’azienda sanitaria pubblica o privata

Non sempre esiste un vero e proprio “diritto del malato” e non sempre un errore medico (medical malpractice) è fonte di responsabilità contrattuale o extracontrattuale. Affinché sussista un diritto al risarcimento del danno alla salute (danno morale, esistenziale, non patrimoniale, danno biologico e danno patrimoniale) è necessario che l’errore medico si traduca in un danno alla salute concretamente dimostrato. Per questo motivo, non è solo importante l’assistenza legale, ma anche quella peritale perché è soprattutto sul campo delle consulenze tecniche che si combatte la battaglia processuale per l’accertamento di una responsabilità civile e penale.

 

La colpa professionale legittima la richiesta risarcitoria. Tipologia di contenziosi più frequenti con la sanità.

 

In un percorso diagnostico-terapeutico, possono verificarsi molteplici errori destinati a condizionare negativamente il successivo inquadramento clinico:

  • omessa o tardiva prescrizione di esami ed approfondimenti diagnostici (errore diagnostico)
  • errori nella prescrizione di farmaci (dosaggio o mancata o tardiva prescrizione)
  • errato inquadramento clinico
  • errori dei sanitari legati all’esecuzione dell’anestesia
  • errori dei sanitari nell’esecuzione tecnica di un intervento chirurgico (ovvero nell’errata pianificazione)

 

Errore medico, danno alla salute e onere probatorio

 

A tal riguardo, è necessario che l’errore medico sia fonte di un danno alla salute del paziente e, soprattutto, ai fini della risarcibilità, è imprescindibile la verifica probatoria dell’esistenza di un rapporto causale tra l’errore e il danno. L’errore può essere personale del medico professionista (negligenza, colpa grave) oppure può essere ricondotto ad una carenza organizzativa della struttura ospedaliera o della clinica in cui il medico opera.

È, invece, onere probatorio dell’obbligato, sia esso il sanitario o la struttura ospedaliera, la dimostrazione che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente e che gli esiti peggiorativi siano stati determinati da un evento imprevisto e imprevedibile.

 

di Walter Brighenti – DAS

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