COSA DICE LA LEGGE IN MATERIA DI BULLISMO A SCUOLA?

Un’interessante sentenza del tribunale di Roma (6919/2018) fa chiarezza sul tema bullismo a scuola e, in riferimento ad uno studente che picchiava e derideva il compagno in maniera ripetuta, ha sancito che va condannata anche la scuola che rimane inerte di fronte ad episodi di bullismo.

Più precisamente è stato chiamato a rispondere il Ministero dell’Istruzione che, a sua volta, ha accertato la responsabilità nei confronti dell’Istituto in cui sono avvenuti i fatti. A pagare, ovviamente, è stato chiamato anche il bullo (che nel frattempo è diventato maggiorenne) ed i suoi genitori.

Ma come si è arrivati a tale verdetto?

L’articolo 2048 del codice civile addebita agli insegnanti le responsabilità per i fatti illeciti commessi dagli allievi durante il periodo in cui sono sotto la loro sorveglianza.

Nel caso specifico, il Tribunale giustifica la sentenza in quanto per l’intero anno scolastico la vittima aveva ricevuto insulti e vessazioni senza che il preside intervenisse per evitare il susseguirsi degli spiacevoli episodi.

Infatti, nonostante i fatti fossero evidenti e noti al corpo docente e i genitori della vittima avessero, tramite il proprio avvocato, inviato due denunce formali nei confronti della scuola, il preside non aveva mai preso alcun provvedimento disciplinare; dimostrando disinteresse e noncuranza della legalità nell’ambiente scolastico pubblico.

Una sentenza che fa riflettere e da seguire con attenzione visto che ora bisognerà vedere se e come il Ministero della Pubblica Istruzione si rivarrà contro il dirigente scolastico per negligenza nello svolgimento dei propri doveri di servizio pubblico.