Torna ai casi risolti 26/01/2026

Bullismo a scuola: quando l’esclusione è silenziosa, ma c’è

Il bullismo non sempre fa rumore. Ma lascia cicatrici profonde, se non viene denunciato.

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2 settimane

Spese legali e peritali risparmiate grazie a DAS

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Il caso

Negli ultimi anni, i dati confermano una realtà che preoccupa famiglie e scuole: il bullismo è un fenomeno diffuso e trasversale. Secondo le rilevazioni più recenti, oltre 1 studente su 4 è stato vittima di episodi di bullismo negli ultimi mesi scolastici e più di 1 ragazzo su 3 dichiara di aver vissuto almeno un’esperienza di cyberbullismo nel corso dell’anno. Un problema che cambia forma con l’età, ma che non perde di gravità.

Intervenire in tempo è possibile, soprattutto quando si può contare su un supporto legale competente, rapido e senza oneri economici. Tuttavia, ciò che fa la differenza è la cultura della prevenzione e la prevenzione nella cultura. Il bullismo non è “uno scherzo tra bambini”. È un comportamento che può lasciare dei segni indelebili nel futuro della vittima. Chiedere aiuto è il primo passo per fermarlo. E sapere di non essere soli fa già la differenza.

Il bullismo non è sempre un fatto di urla o di aggressioni evidenti. A volte, prende la forma più subdola dell’esclusione sistematica, dei sussurri, delle prese in giro ripetute che, giorno dopo giorno, minano l’equilibrio emotivo di chi le subisce. È un fenomeno diffuso che, come mostrano i dati recenti, colpisce studenti di ogni età e si manifesta con modalità diverse a seconda del contesto.

Dalla scuola materna alle superiori: cosa cambia, cosa resta.

Il bullismo nella scuola dell’infanzia presenta già alcune dinamiche tipiche: dopo l'ingresso all’asilo, i bambini possono formare piccoli gruppi in cui uno di loro assume il ruolo di leader e gli altri lo seguono. Tra gli atti più diffusi in questa fascia d’età ci sono il voler prendere un giocattolo di un altro bambino, l’esclusione dal gruppo e l’emergere di personalità più dominanti.

Il bullismo nella scuola primaria e alle scuole medie si manifesta con gesti di prevaricazione, discriminazione, isolamento e aggressività verso i bambini più introversi o timidi. Si possono verificare piccoli furti di merenda o materiale scolastico e l’esclusione dai gruppi in classe.

Nelle scuole superiori, il bullismo si esprime soprattutto attraverso gli atti persecutori e la violenza psicologica, che colpiscono aspetti come l’orientamento sessuale, la religione e l’aspetto fisico, spesso accompagnati anche da episodi di violenza fisica e cyberbullismo.

È quello che ha vissuto Luca, uno studente delle scuole superiori. I suoi genitori hanno rotto il silenzio e si sono affidati a DAS.

Il caso: prese in giro, isolamento e messaggi nella chat di classe.

Tutto inizia con qualche battuta in classe. Poi, arrivano gli sguardi, le risate soffocate, l’esclusione dai lavori di gruppo. Luca viene sistematicamente emarginato dai compagni perché considerato “diverso”: più timido, appassionato di lettura e di pittura, di arte e di teatro, poco incline alle dinamiche della maggioranza.

La situazione peggiora quando la stessa esclusione si sposta online. Nella chat dei compagni di classe, vengono pubblicati commenti offensivi sul suo conto. Nulla di apertamente minaccioso, ma abbastanza per ferire e umiliare.

Con il passare delle settimane, Luca inizia a rifiutare la scuola, lamenta ansia, insonnia, si assiste a un calo del rendimento anche nelle materie in cui andava meglio. I genitori si rivolgono all’istituto scolastico, ma gli episodi vengono inizialmente minimizzati come “normali conflitti adolescenziali”.

L’intervento della polizza di tutela legale DAS PER TE

Vedendo il disagio del figlio aumentare, i genitori decidono di non aspettare oltre e attivano la loro polizza di tutela legale DAS PER TE, che tutela la famiglia anche nelle controversie legate alla vita scolastica e ai

comportamenti illeciti subiti. DAS fornisce da subito una consulenza legale telefonica e assegna il caso a un avvocato del proprio network, senza alcun anticipo di spese legali.

La soluzione legale.

L’avvocato DAS analizza i fatti e raccoglie le prove: schermate della chat di classe, testimonianze, segnalazioni già inoltrate alla scuola. Attraverso un’istanza formale indirizzata alla direzione scolastica, il legale incaricato contesta l’inerzia dell’istituto e richiama l’obbligo di tutela dell’alunno previsto dai regolamenti scolastici e dalle linee guida ministeriali. Parallelamente, viene avviata una procedura stragiudiziale per coinvolgere la scuola, il consiglio di classe e i genitori responsabili degli studenti coinvolti.

L’obiettivo è duplice: interrompere immediatamente le condotte vessatorie e ottenere un riconoscimento del danno morale subito dal minore. La vicenda si chiude con un accordo: monitoraggio attivo della classe, intervento educativo mirato, rimozione dei contenuti offensivi e provvedimenti formali a tutela della famiglia di Luca.

Le spese legali.

Grazie alla polizza DAS PER TE, la famiglia non ha dovuto sostenere alcun costo (consulenza legale, analisi delle prove digitali, attività stragiudiziale dell’avvocato) e le spese legali complessive sono state interamente a carico di DAS.

DAS PER TE: una tutela concreta per tutta la famiglia.

La garanzia Vita Privata & Lavoro di DAS PER TE offre protezione nelle situazioni più delicate del quotidiano, comprese quelle che coinvolgono figli, scuola e relazioni sociali complesse. Essere assicurati con la polizza DAS PER TE significa non dover affrontare da soli problemi che, se sottovalutati, possono diventare ferite profonde.

Il prodotto: DAS PER TE. Esito della vertenza: positivo, solo stragiudiziale. Durata della vertenza: due settimane. Spese peritali sostenute da DAS: 500,00 Euro. Spese legali per l’assistenza legale di un avvocato: 1.250,00 Euro oltre oneri e accessori di legge.

Questo articolo trae spunto da un caso reale, ma ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale. I contenuti normativi e sostanziali hanno finalità meramente informativa, divulgativa o promozionale e in nessuna circostanza DAS risponderà per l’uso non autorizzato o improprio degli stessi da parte di terzi. Eventuali dati statistici e altri contenuti infografici sono tratti dalle fonti indicate in calce nel rispetto dei diritti di copyright.

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