AUTOVELOX IN SENSO DI MARCIA OPPOSTO: QUANDO LA MULTA È ILLEGITTIMA

Ti è mai capitato trovare un autovelox nel senso di marcia opposto e di chiederti in quale corsia viene rilevata la velocità di marcia del tuo veicolo?

Ebbene, se fino ad oggi ti sei fatto questa domanda, devi sapere che l’autovelox vale solo in un senso.

Diversamente dalle carte da gioco, le cui figure sono tagliate a metà e riconoscibili da entrambi i lati, il provvedimento amministrativo che stabilisce l’installazione di un autovelox non opera necessariamente per entrambi i sensi di circolazione di una strada.

L’origine delle carte da gioco è incerta. Le figure dei semi rappresentano, con ogni probabilità, i quattro stati in cui era suddivisa la società nel medioevo quando le carte vennero diffuse, forse importate dall’oriente: il clero, la nobiltà, la borghesia, il popolo.

Il controllo della velocità affidato ad apparecchiature automatiche continua ad essere causa di dissensi e di contenziosi legali.

Durante la rivoluzione francese, le carte da gioco francesi non adottarono più le figure del re e della regina, ossia le immagini della nobiltà, ma vennero sostituite dalla nuova simbologia laica giacobina.

L’autovelox riduce i costi delle pattuglie mobilitate ad accertare infrazioni lungo i grandi rettilinei, contribuisce (ci si augura) ad indurre i guidatori a comportamenti più virtuosi e rispettosi del codice della strada, ma di certo ha procurato molto lavoro aggiuntivo a tribunali ed avvocati, costringendo sovente le amministrazioni comunali ad annullare i provvedimenti sanzionatori emessi.

Secondo la tradizione parigina delle carte di corte, il doppio lato delle figure venne introdotto nell’edizione del tipografo Goodall tra il 1860 e il 1890: da quell’edizione, il re di cuori, che secondo alcuni rappresenta Carlo Magno, non brandisce più un’accetta, ma una spada.

È di questi ultimi mesi una deliberazione della Corte di Cassazione che ha statuito che l’autovelox vale solo in un senso di marcia. Bisogna stare attenti a non trarre conclusioni affrettate, quasi a concludere che l’eccesso di velocità c’è solo da un lato della strada e non anche dall’altro. I limiti di velocità vanno rispettati sempre, non sono posti a caso, e sono finalizzati a garantire ai cittadini degli standard di sicurezza che preservino l’incolumità personale.

Il punto è che l’installazione di un misuratore elettronico di velocità ingenera un affidamento nell’utente della strada. Questi deve essere posto nelle condizioni di sapere in modo chiaro che in quel tratto non gli è consentito viaggiare oltre una certa velocità e che, se lo farà, una macchina automatica − e non un agente − gli contesterà l’infrazione. D’altro canto, per converso, è necessario salvaguardare il bene più prezioso che è la sicurezza e l’integrità fisica.

Il caso. L’autovelox intercetta il passaggio a forte velocità di un’auto, che transita nella carreggiata di marcia opposta a quella in cui il macchinario è collocato. Viene irrogata la sanzione, il guidatore la impugna, il comune fa opposizione e il tutto giunge sul tavolo dei giudici di legittimità. Già in questa prima fase, l’installazione di tale apparecchiatura ha comportato costi di amministrazione della giustizia che si spera siano compensati dall’effetto di deterrenza dovuto alla presenza dell’autovelox.

Con l’ordinanza n. 12309/19, la Corte di Cassazione ha chiarito, con un’argomentazione a contrario, che in sé non è illegittimo il fatto che il rilevatore di velocità intercetti anche una vettura che transita sul contrapposto senso di marcia. Il Supremo Giudice ha anche precisato che non è necessario che il prefetto specifichi sul provvedimento autorizzatorio dell’installazione in quale lato della strada debba essere collocato il macchinario.

Tuttavia, se nell’ordinanza prefettizia si precisa il senso di marcia interessato dalla rilevazione dell’autovelox (ad esempio il lato destro), non sarà possibile accertare la violazione commessa sulla carreggiata o sulla corsia opposta.

In altri termini, la competenza ad individuare le strade o i tratti di strada in cui possono essere installati dispositivi di controllo della velocità è del prefetto, ma la norma di legge non richiede che il provvedimento amministrativo autorizzatorio specifichi necessariamente il senso di marcia interessato dalla rilevazione. Se il provvedimento lo precisa, allora l’attività di accertamento potrà ritenersi legittima solo se circoscritta all’autovelox posizionato sul lato indicato dal prefetto e non su quello opposto.

Il verbale di contestazione differita è stato pertanto annullato in quanto viziato da illegittimità derivata.

La guida, diversamente dalle carte, non è un gioco.

Rispettare i limiti di velocità, anche in assenza di autovelox, salva la vita.

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