Contenuto principale

Il caso

Prodotto utilizzato: DAS in Azienda

Tempi di definizione: 3 mesi

Spese sostenute dal cliente: 0 euro

Spese legali e peritali risparmiate grazie a D.A.S.: 3.200 euro

TRASPORTO MERCI AI TEMPI DEL COVID-19: CASO RISOLTO

trasporto merci

Tra dicembre e marzo, in piena pandemia da covid-19, si sono moltiplicati i casi di rallentamenti alle frontiere per quanto concerne il trasporto merci internazionale.

Abbiamo letto sui giornali di situazioni di code chilometriche in prossimità delle zone di confine con TIR fermi per ore in attesa di un nullaosta da parte delle autorità doganali.

Le vicende sono quelle note della “Brexit”, dei mancati accordi con Bruxelles, con quasi 3.000 autotrasportatori fermi nel sud dell’Inghilterra in attesa di potersi imbarcare a Dover per attraversare la Manica e fare ritorno a Calais.

A queste cronache, si sono aggiunte quelle dell’emergenza Coronavirus con oltre 1.000 TIR italiani in coda per oltre 90 chilometri di fila, bloccati a Vipiteno, ultimo avamposto in direzione Innsbruck, quando il Cancelliere austriaco Sebastian Kurz decretò controlli serrati per arginare il diffondersi dell’epidemia.

Ne ha fatto le spese un nostro assicurato, che si è rivolto a DAS per ottenere tutela legale.

Il “Caseificio Maddaloni S. & Figli” s.r.l. è assicurato con noi con il prodotto “DAS in Azienda”. L’azienda lattiero-casearia campana ha dovuto mettere a perdita l’intero cargo di merce fresca e deperibile per un valore di oltre 75.000 Euro. Basti pensare che solo il prodotto di punta, marchio DOP, ossia la treccia di bufala campana da 2 chilogrammi di peso, ha un prezzo di vendita di oltre 30 Euro al pezzo e il caseificio aveva ricevuto un’ordinazione di trecentocinquanta trecce.

I controlli inaspettati alla frontiera austriaca erano iniziati alle otto di sera, il vettore avrebbe dovuto consegnare la merce in Baviera in nottata, ma il giorno seguente il TIR era ancora fermo senza poter far nulla, i generi alimentari irrimediabilmente compromessi.

Salvatore Maddaloni è il titolare del caseificio “Caseificio Maddaloni S. & Figli” s.r.l. e ci spiega che la logistica nel settore agroalimentare ha tempi molto serrati: la merce viene ordinata dal committente straniero e, in giornata, dai monti Lattari nella dorsale della penisola sorrentino-amalfitana in cui ha sede il caseificio, partono i furgoni che contengono mozzarelle di bufala campana, scamorze di latte vaccino, ricotte e caciocavallo con destinazione Austria e Germania.

Complicato chiedere il risarcimento allo spedizioniere, spiega il nostro avvocato incaricato del sinistro, poiché in questi casi opera l’art. 1693 cod. civ. (responsabilità per perdita ed avaria) con l’onere della prova (facilmente opponibile dal trasportatore) derivante dalla fortuità del caso. Infatti, il blocco alle dogane imposto improvvisamente dall’autorità austriaca ha fatto saltare tutte le tutele di categoria, i tempi previsti per la consegna, e, più in generale, l’intera filiera del trasporto su gomma sul quale si regge la circolazione delle merci alimentari di prima necessità.

C’era, però, un’altra possibilità che, studiando le carte, l’avvocato DAS aveva intravisto: una polizza assicurativa stipulata dal caseificio per gli eventi naturali legati al trasporto dei generi alimentari. Si tratta di una copertura contro i rischi connessi a calamità o ad altre situazioni eccezionali come (nel caso di specie) quella della chiusura delle dogane.

In queste situazioni, infatti, il diritto dei trasporti transfrontalieri prevede l’applicazione della “Convention Merchandises Routières”, che fissa (in base a dei parametri legali) la quota massima di risarcimento ottenibile dal vettore (art. 1678 cod. civ.), salvo quanto previsto in misura maggiore da eventuali coperture assicurative aggiuntive.

Ne è seguita un’intensa attività epistolare con l’assicuratore per contestare la limitazione da questi inizialmente eccepita al “quantum” del danno risarcibile.

Per il nostro avvocato, infatti, l’indennizzo dovrebbe coprire non solo la perdita commerciale del cargo (danno emergente), ma anche una somma a titolo di mancata possibilità di conseguire un guadagno (utile sperato, lucro cessante) derivante dalla vendita delle merci, nonché di compensazione per l’esposizione nei confronti dell’acquirente finale (una catena di distribuzione al dettaglio) e per il rischio di un’azione di rivalsa.

L’attività stragiudiziale si è conclusa positivamente con la liquidazione da parte dell’assicuratore di una quota di utile sperato nella misura del 15% oltre al valore della merce deperita.

Il prodotto: “DAS in Azienda”; valore della lite: 75.000 Euro; durata della controversia (solo stragiudiziale): 3 mesi; spese legali sostenute da DAS: 3.200,00 Euro.

 

Di Walter Brighenti – DAS

Questo articolo trae spunto da un caso reale, ma ogni riferimento è puramente casuale

DASy

Ciao sono DASy!

Hai bisogno di aiuto?