Contenuto principale

SPLIT PAYMENT: COS’ È E A CHI SI APPLICA

Das tutela legale split payment

Questo articolo tra spunto da una consulenza legale richiesta da un nostro assicurato con la polizza DAS in Azienda, che ci ha chiesto un supporto legale per avere alcuni chiarimenti in merito al cosiddetto “split payment”; un regime eccezionale, introdotto nel nostro ordimento nel 2015.

Si tratta di un meccanismo idealmente semplice, ma che ha dato origine a numerosi quesiti e dubbi fiscali, oggetto nel tempo di svariate modifiche normative e correlate circolari interpretative.

Per avvicinarci a questo strumento, analizziamo dunque le sue caratteristiche principali:

  • Cos’è lo split payment
  • A chi si applica: evoluzioni normative dal 2015 ad oggi
  • Split payment: si prosegue sino al 30 giugno 2023

 

Cos’è lo split payment

 

I soggetti che effettuano operazioni imponibili ai fini IVA in via ordinaria emettano ed incassano una fattura che espone:

  • L’imponibile, che costituisce sostanzialmente il corrispettivo per i beni ceduti o per i servizi prestati;
  • L’IVA, che un’imposta che dovrà essere riversata all’Erario attraverso il meccanismo delle liquidazioni periodiche.

Lo split payment è un regime particolare che fa eccezione al meccanismo sopra indicato. Questo meccanismo prevede, come indica la traduzione del termine, una scissione dei pagamenti.

Pertanto, semplificando:

  • chi cede un bene o presta un servizio (c.d. cedente o fornitore) emette une fattura che espone sia l’imponibile che l’iva ma per quest’ultima indica che opera il regime dello split payment;
  • conseguentemente, tale soggetto incassa solo l’imponibile;
  • chi ha ricevuto il bene o il servizio (c.d. cessionario o committente) provvede in via autonoma a liquidare l’iva.

 

A chi si applica: evoluzioni normative dal 2015 ad oggi

 

Gli interventi di legge principali che hanno definito il funzionamento e l’ambito applicativo di questo strumento sono:

  • la Legge di Stabilità 2015 (Legge 190/2014)
  • il Dl 50/2017 e il Dl 148/2017
  • il Dl 87/2018 (c.d. decreto dignità)

Il meccanismo dello split payment è stato introdotto con la Legge di Stabilità 2015 (Legge 190/2014), la quale ha inserito nel d.P.R 633/1972 il nuovo articolo 17ter per le operazioni effettuate nei confronti della pubblica amministrazione, Stato o enti pubblici.

Successivamente, il Dl 50/2017 ha esteso l’ambito applicativo dello split payment arrivando ad applicarlo:

  • a tutte le operazioni (prestazioni di servizi e cessioni di beni) effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni inserite nel conto consolidato pubblicato dall’Istat nonché di altri soggetti considerati ad “alta affidabilità fiscale”, come, ad esempio, società controllate dallo Stato e società controllate direttamente dagli enti pubblici territoriali;
  • a nuove tipologie di compensi per prestazioni di servizi, in particolare ai compensi dei professionisti.

Nello stesso anno, il Dl 148/2017, inoltre, ha ulteriormente ampliato i casi di applicazione, stabilendo che venisse esteso a tutte le società controllate dalla pubblica amministrazione.

L’anno successivo, con il Dl 87/2018 (c.d.  decreto dignità) è intervenuta un’ulteriore modifica dell’articolo 17-ter, con l’esclusione dei compensi di coloro a cui va applicata la ritenuta alla fonte a titolo di imposta sul reddito ovvero la ritenuta a titolo di acconto di cui all’articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Quindi, semplificando e salvo casi specifici, è stato nuovamente previsto che lo split payment non si applica  ai professionisti (come previsto dalla disciplina originaria).

Riassumendo lo Split payment alla data odierna si applica:

  • alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi;
  • effettuate nei confronti di Amministrazioni Pubbliche e degli altri soggetti tassativamente indicati dall’art. 17-ter, comma 1-bis, del d.p.r. 633/1972;
  • dalle imprese e/o soggetti non esclusi dal decreto dignità.

 

Split payment: si prosegue sino al 30 giugno 2023

 

Il meccanismo della scissione di pagamenti è nato come strumento transitorio, in deroga agli artt. 206 e 226 della Direttiva 2006/112/CE in materia di IVA, per contrastare l’elusione del versamento IVA.

L’Italia aveva chiesto ed ottenuto, in forza della decisione (UE) 2017/784 del Consiglio UE, di essere autorizzata ad applicare lo split payment sino a giugno 2020.

In vista della scadenza della misura, con atti protocollati il 4 dicembre 2019 e il 27 marzo 2020 l’Italia ha chiesto una proroga temporale del regime, che è stata formalmente concessa a luglio 2020 con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale europea della decisione n. 2020/1105 del Consiglio UE, che ha confermato integralmente i contenuti della precedente decisione con efficacia retroattiva al 1 luglio 2020 (per la continuità giuridica della misura).

L’Italia è quindi autorizzata a continuare ad applicare lo split payment, come sopra descritto, fino al 30 giugno 2023.

DASy

Ciao sono DASy!

Hai bisogno di aiuto?