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SETTORE AGRICOLO: ANCORA TROPPI INFORTUNI SUL LAVORO

06DAS Settore agricolo

In Italia, il settore agricolo detiene, ancor oggi, il triste primato degli infortuni, spesso mortali, durante lo svolgimento dell’attività lavorativa. L’agricoltura supera, quanto ad incidenti, anche il settore edile e quello della cantieristica, tradizionalmente caratterizzati da una percentuale di sinistri elevata. Per questo motivo è fondamentale tutelare la propria attività agricola con DAS in Azienda, una polizza di tutela legale completa per il business.

Quali sono le cause di tali incidenti? Quali sono le tipologie di incidenti agricoli più frequenti? Quali sono i rimedi praticabili?

Iniziamo a rispondere a questi interrogativi fornendo qualche dato.

Preliminarmente, dobbiamo precisare che, con il termine “agricoltura – settore primario”, si intende un insieme di diverse attività, che coinvolgono molteplici operatori del settore e i dati riportati sotto si riferiscono talvolta a specifiche tipologie di lavoro mentre, in altre circostanze, riguardano tutto il comparto agricolo nella sua interezza. Dalle statistiche, è sempre esclusa l’attività di caccia e pesca.

“Agricoltura – settore primario”:

  • Preparazione del terreno, dissodamento, aratura e concimazione: è la lavorazione più ricorrente tra gli infortuni a livello nazionale.
  • Produzione e allevamento di animali.
  • Lavorazioni ausiliarie.
  • Propagazione di piante (semina e piantagione).
  • Silvicoltura (taglio del ceduo, riceppatura).
  • Raccolta e trasformazione dei prodotti sul posto (mietitura, trebbiatura, raccolta).
  • Attività di bonifica e di miglioramento fondiario.

La coltivazione della terra è il comparto che continua ad alimentare il numero maggiore di vittime. Gli spazi agricoli sono teatro del 39% degli incidenti mortali e sono al primo posto per numero di infortuni e di morti nelle statistiche dell’Inail e degli Spisal regionali (Fonte: Confagricoltura Venezia 27.11.2020; www.confagricolturave.it). Negli ultimi quattro anni, il 42% delle morti bianche è avvenuto in agricoltura e la casistica conferma come sia ancora molto lungo il percorso per garantire la sicurezza e la salute sui campi e sulle attività del settore agricolo in generale.

I maggiori rischi al centro e nelle isole. Aumentano gli incidenti, ma solo per il settore agricolo.

L’Inail registra nel primo trimestre del 2019 un incremento del 9,3% nel comparto primario, passando da 6.918 infortuni a 7.558 (Fonte: www.terraevita.edagricole.it).

In termini assoluti e generali, effettuando una comparazione tra il primo trimestre 2018 e 2019, si rileva un aumento del 9,3% con un aumento di 2.900 casi a livello nazionale sul totale delle denunce (157.715 casi) per tutte le categorie merceologiche e produttive (Fonte: www.terraevita.edagricole.it).

Aumentano gli infortuni in tutte le zone geografiche (Fonte: www.terraevita.edagricole.it):

  • Nord-ovest: + 1,5%
  • Nord-est: + 2,1%
  • Centro: + 2,8%
  • Sud: + 0,2%
  • Isole: + 3,1%

Quanto al luogo di nascita degli infortunati sul lavoro (tutte le categorie), nel primo trimestre del 2019 si contano circa 18.000 casi (il 13% dei casi totali) di incidenti che hanno coinvolto lavoratori non italiani, confermando la consistente presenza di cittadini extra UE nella filiera produttiva nazionale (Fonte: www.terraevita.edagricole.it).

Dal 2010 al 2019, l’Osservatorio Asaps ha registrato in agricoltura 4.231 incidenti gravi che hanno causato 1.722 morti e 2.509 feriti (Fonte: www.asaps.it); soltanto in Veneto, 79 morti negli ultimi quattro anni (Fonte: Confagricoltura Venezia, 27.11.2020).

Vediamo ora le statistiche fornite dall’Inail con riguardo all’ultimo anno di rilevazione (2019) comparato con il 2018 e 2017 (Fonte: www.trattoriweb.com; fonte: Rapporto Inail 2019):

  • 2017: infortuni nelle campagne 292; incidenti mortali 88; il 36% dei casi riguarda la sola fase della coltivazione del terreno;
  • 2017: 155 casi denunciati con esito mortale in tutto il settore primario;
  • 2018: infortuni nelle campagne 651; incidenti mortali 86;
  • 2019: i decessi nei primi sette mesi del 2019 sono cresciuti del 39,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Fonte: teknoring.com);
  • negli anni di accadimento 2015/2017, gli infortuni sul lavoro del settore “artigiano, operai specializzati e agricoltori” per il 90% dei casi hanno riguardato uomini, mentre il restante 10% donne (Fonte: Dati Inail, aprile 2019, n.4);
  • la presenza straniera tra gli infortunati è pari mediamente al 13%.

I numeri nascondono statistiche ancora molto amare:

  • 406 denunce in agricoltura nel 2017 (22.292 nelle sole campagne) di cui: 32.985 casi di infortunio durante lo svolgimento dell’attività lavorativa e 1.421 in itinere nel percorso per recarsi al lavoro (Fonte: Inail);
  • il 60% dei casi riguardano: la preparazione del terreno, il dissodamento, l’aratura (25%); l’allevamento (19%); le lavorazioni ausiliarie (13%); altro (3%).

La fascia di età maggiormente coinvolta da tali incidenti, a differenza del settore industriale, si attesta attorno ad un range alquanto “maturo” tra i 45 e i 60 anni con punte non irrilevanti anche oltre i 75 anni di età. È evidente che l’età più avanzata incide sensibilmente sulla gravità degli infortuni e sulle loro conseguenze (Fonte: www.teknoring.com; Wolters Kluwer Italia).

CAUSE. I fattori di infortunio in agricoltura possono essere così riassunti:

  • obsolescenza dei macchinari, specie nelle piccole aziende che non rispettano i requisiti essenziali di sicurezza;
  • età media elevata degli agricoltori;
  • irregolarità: dal rapporto dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro emerge una preoccupante presenza di lavoratori “in nero” o del “caporalato” diffuso in determinate regioni. Il numero dei lavoratori risultati completamente privi di un contratto di lavoro è aumentato del 14% nel 2019 (da 20.398 unità del 2018 a 23.300 unità del 2019). Nelle imprese controllate, si è riscontrato un tasso di irregolarità aumentato del 3%. Le indagini svolte sul fronte della lotta al caporalato hanno portato alla denuncia di 263 persone, più del triplo rispetto alle 80 denunce dello stesso periodo del 2018 (Fonte: teknoring.com).

RIMEDI. Risulta evidente la necessità di intervenire con politiche attive soprattutto sul fronte della prevenzione, formazione e responsabilizzazione, in particolare sostenendo gli investimenti a favore della sicurezza sul lavoro e dell’ammodernamento delle imprese agricole e dei metodi di lavorazione.

TIPOLOGIE. La prima causa di morte è il ribaltamento del trattore (una media di 100 decessi all’anno; nel 2017 sono stati 178; fonte: www.teknoring.com), seguita dallo schiacciamento o incastro del guidatore all’interno di macchine agricole o per il movimento terra. La seconda causa è la caduta accidentale di tronchi (Fonte: www.teknoring.com; www.confagricolturave.it). Pratiche irregolari lungo la filiera produttiva possono favorire reati come il caporalato e il lavoro nero, causa di insicurezza e di rischi per quanto concerne le condizioni di lavoro. Come evidenziato sopra, un’ulteriore causa di incidenti è spesso legata all’anzianità anagrafica di molti agricoltori e braccianti, specie nelle piccole aziende a conduzione familiare, che favorisce disattenzione nella gestione di macchine pesanti o il mancato impiego di tecnologie più all’avanguardia.

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