PROFESSORE NEI GUAI PER AVER MINACCIATO UN ALUNNO

Se lo scherzo diventa reato: professore nei guai per aver minacciato un alunno. Un insegnante di scuola media, particolarmente infastidito dalle ripetute interruzioni, minaccia un alunno: “stai zitto o ti squarcio“, questa la frase incriminata. Di fronte alla risposta dello spavaldo studente: “se ha il coltello lo faccia”, il prof estraeva e mostrava al ragazzo un coltello a serramanico.

Questi i fatti che hanno portato il professore in un’aula di tribunale; i giudici hanno dovuto stabilire se la condotta era da considerare scherzosa o se era invece di tono serio e da condannare.

I giudici di appello non sembrano aver creduto al tono ludico e al clima goliardico in cui si è svolto l’evento e hanno ritenuto l’uomo colpevole del reato di minaccia di morte secondo quanto previsto dall’art.612 del Codice Penale.

Ad ulteriore sostegno si pongono da un lato la testimonianza del giovane, che spaventato dalla minaccia si era recato immediatamente dalla Preside; dall’altro le parole della dirigente scolastica, la quale descriveva l’insegnante come particolarmente “infastidito” dal comportamento dell’alunno.

Il docente aveva tentato di difendersi precisando che non si sarebbe tenuto conto dell’inoffensività della condotta, del fatto che la frase pronunciata fosse diversa da quella ritenuta e comunque scherzosa e che il coltello era stato mostrato in un momento successivo, ossia dopo la richiesta dello studente.

La Cassazione, intervenuta sulla questione, ha confermato la condanna. Le dichiarazioni della parte offesa e degli altri ragazzi presenti in classe al momento della minaccia hanno convinto gli Ermellini che la condotta dell’imputato è stata correttamente affrontata