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Il caso

Prodotto utilizzato: DAS in movimento

Tempi di definizione: 60 giorni

Spese sostenute dal cliente: 0 euro

Spese legali e peritali risparmiate grazie a D.A.S.: 3.443 euro

SCONTRO TRA VEICOLO E BICI: QUALE RISARCIMENTO?

Das tutela legale polizza movimento incidente bicicletta

Vi raccontiamo il caso di una nostra assicurata con DAS in Movimento, che si è rivolta a noi per ottenere il risarcimento danni a seguito di un incidente stradale con un altro veicolo mentre era in sella alla propria bici.

Strade che si incrociano, vite che si scontrano.

Ore dieci del mattino. Il furgone della ditta Mentuccia Profilati svolta a destra, immettendosi nella provinciale. Il guidatore ha fretta di arrivare al cantiere, è in ritardo. Si ricorda di una scorciatoia proprio all’altezza del ristorante Genzianella: una strada asfaltata per miracolo, che qualche volta aveva percorso in auto; un itinerario che si inerpica su per il colle per poi scendere a valle, direttamente nella zona industriale, tagliando fuori il traffico cittadino.

Ore dieci meno dieci dello stesso mattino. Adalgisa percorre come sempre, con la sua mountain bike, la bretella che dalla Genzianella la conduce al quadrante interdoganale dove lavora come inserviente. Da anni, ha rinunciato a prendere la macchina per evitare di restare imbottigliata nei momenti di punta. Pedala in sicurezza, indossando caschetto e giubbetto retroriflettente; segue le curve e la segnaletica, tenendo la destra e moderando la velocità.

 

La bicicletta: cosa succede in caso di sinistro stradale?

 

Il furgone della Mentuccia Profilati è sempre più in ritardo. Si muove a fatica, con il carico pesante; nella carreggiata troppo stretta e troppo angusta occupa l’intero spazio. Il trasportatore preme sulla tavoletta, dà gas, sperando di recuperare tempo prezioso e ignorando che, di lì a pochi secondi, ogni suo programma sarebbe stato scardinato dalla coincidenza fatale.

Adalgisa pedala: osserva il panorama; c’è il sole, l’ultimo sguardo è per un gruppo di agricoltori che lavorano nei campi, intenti a raccogliere le olive; poi, lo scontro.

 

Risarcimento del danno: il ciclista, investito da un mezzo a motore, non deve limitarsi a dimostrare il fatto.

 

Il guidatore si accorge di Adalgisa troppo tardi: dopo la curva, improvvisamente la donna è lì davanti a lui con il giubbetto fluorescente, arancione come il raggio di sole abbacinante che, in quel frangente, lo abbaglia; arancione come lo scintillio dei freni a disco del furgone, surriscaldati e sollecitati dalla frenata dell’ultimo momento.

Il furgone sbanda, vira, scansa per miracolo Aldagisa che, travolta dallo spostamento d’aria, finisce giù per la scarpata, più a valle; mentre la mountain bike verrà trovata giorni dopo, imprigionata tra i rami della chioma di un albero sottostante, scaraventata in alto, o in basso, dalla improvvida manovra.

 

Scontro tra un mezzo a motore e una bicicletta: cosa fare e chi copre i danni.

 

Il risarcimento dei danni non è un iter così immediato e facile, in questi casi. Infatti, la procedura da seguire è quella del risarcimento ordinario poiché non è possibile avvalersi di alcun modulo di constatazione amichevole dell’accaduto. Nel caso di Adalgisa, inoltre, il danno principale era rappresentato dalle lesioni fisiche per le quali è necessario un accertamento attraverso perizie e visite mediche.

La polizza di tutela legale DAS in Movimento ti segue ovunque e difende i tuoi diritti anche se sei un pedone, un ciclista o una persona trasportata su qualunque mezzo.

La normativa di legge non ci aiuta e per il ciclista, vittima della strada, è molto difficile far accertare le responsabilità senza il supporto di un professionista specializzato. In presenza di una dinamica non chiara, in caso di mancanza di testimoni, o di non assunzione di colpa da parte dei protagonisti dell’evento, si presume, fino a prova contraria, che ciascuno di essi abbia concorso a causare l’incidente.

Il ciclista danneggiato:

  1. non deve limitarsi a dimostrare il fatto, la caduta e i danni subiti;
  2. deve dimostrare anche di aver rispettato le regole della circolazione stradale;
  3. deve dimostrare che, viceversa, tali regole non sono state rispettate dal conducente del mezzo;
  4. ottiene, in caso contrario, solo la metà dell’indennizzo perché si applica la presunzione di pari responsabilità;
  5. si vede applicato il concorso di colpa tutte le volte in cui è impossibile stabilire con certezza l’incidenza delle reciproche condotte nella dinamica del sinistro.

Nel 29% dei casi di incidente con bicicletta, la causa del sinistro è la collisione con un veicolo a motore: il ciclista dovrà redigere una lettera di richiesta di risarcimento rivolta preferibilmente all’assicuratore del veicolo con cui ha avuto lo scontro.

Fortunatamente, Adalgisa è assicurata con la nostra polizza di tutela legale DAS in Movimento, una polizza stipulata per la sua automobile, ma che si estende anche a lei in qualità di ciclista. Denunciato il sinistro alla Compagnia, le è stato subito assegnato un avvocato il cui compito preliminare è stato quello di accertare i fatti.

Si deve escludere preliminarmente che il ciclista abbia compiuto una manovra rischiosa o violato il Codice della Strada: in caso contrario, scatta il concorso di colpa.

Non solo. La polizza di tutela legale DAS in Movimento copre anche le spese peritali attraverso un network di consulenti tecnici specializzati in grado di accertare l’entità delle lesioni fisiche subite.

Per Adalgisa, il recupero dal trauma è stato lungo e difficoltoso, ma il nostro legale incaricato ha dimostrato il nesso causale tra il comportamento scorretto del conducente del furgone che ha cagionato l’incidente e il danno fisico riportato dall’assicurata. L’avvocato ha rintracciato i testimoni dell’accaduto, trascrivendo le ricostruzioni dei fatti da parte degli agricoltori presenti sul luogo al momento dell’investimento. Inoltre, ha fatto ricorso alla procedura di risarcimento ordinario, rivolgendosi alla compagnia assicurativa della Mentuccia Profilati. Dopo una serrata trattativa, il nostro legale è riuscito ad ottenere il risarcimento di tutti i danni fisici quantificati.

Una brutta disavventura che si è conclusa, almeno, con il giusto ristoro per quanto sofferto da Adalgisa. Il nostro augurio alla cliente di guarigione e di recupero al meglio delle sue forze.

Il prodotto: DAS in Movimento; valore in lite / ammontare del danno non patrimoniale: 17.880,18 Euro; durata della controversia: 60 giorni; spese peritali rimborsate: 1.270,00 Euro; assistenza stragiudiziale spese legali sostenute e rimborsate: 2.173,50 Euro.

 

Questo articolo trae spunto da un caso reale, ma ogni riferimento è puramente casuale

DASy

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