Il caso

Prodotto utilizzato: DAS in Famiglia

Tempi di definizione: Poche settimane

Spese sostenute dal cliente: 0 euro

Spese legali e peritali risparmiate grazie a D.A.S.: circa 2.500 euro

IL DANNO DA VACANZA PROGRAMMATA

Programmare una vacanza in anticipo è cosa saggia, ma può rivelarsi particolarmente insidioso ed oneroso l’equivoco dovuto al malinteso. È quanto è accaduto ad un nostro assicurato che, all’ultimo minuto, ha dovuto rinunciare alla partenza per le ferie.

La questione non era affatto scontata e presentava alcuni rischi di aleatorietà: la pronta denuncia di sinistro a DAS, e l’esperienza della Compagnia in casi similari, hanno permesso di affidare la gestione al nostro team di avvocati interni, nell’ambito del servizio di Gestione Diretta, e di trovare un’ottima soluzione transattiva per Giulia, la nostra assicurata.

La vicenda, in sintesi. In agenzia di viaggi, le parti non si erano ben chiarite e l’operatore turistico aveva interpretato la dettagliata richiesta di informazioni di Giulia come mandato ad organizzare un viaggio in Kenya con acquisto dei biglietti per il volo e con il pernottamento in albergo.

Successivamente, Giulia aveva telefonato all’operatore turistico per disdire la pianificazione dell’annunciata vacanza poiché un improvviso impegno gli impediva di partire.

A distanza di qualche tempo, il nostro assicurato aveva ricevuto una lettera di diffida con la quale l’agenzia di viaggi gli addebitava i costi del mancato pernottamento e della prenotazione dell’aereo.

La questione poteva facilmente trascinarsi in giudizio, con costi più alti del valore delle prenotazioni, poiché la normativa in materia è molto complessa e l’ignoranza della legge (come sempre) non scusa. Il recesso unilaterale, quale atto impeditivo dell’adempimento, opera solo nei casi previsti dall’art. 1373 c.c., ma presuppone la conclusione di un contratto che, in tale situazione, non era affatto pacifica.

All’opposto, il caso fortuito e la forza maggiore sono eventi liberatori di un’obbligazione quando un evento imprevedibile ed inevitabile rende impossibile l’adempimento. Di fronte ad un quadro di tale entità, la soluzione migliore è stata sicuramente il negoziato volto ad ottenere la tacitazione della questione e la chiusura del contenzioso.

Il nostro servizio interno di Gestione Diretta, che vanta un’esperienza consolidata nel difficile settore del recupero crediti, ha trattato il caso ricorrendo alla trattativa. Ha formulato una proposta transattiva ed ottenuto dalla controparte di accettare il pagamento da parte di Giulia di un importo ridotto della metà rispetto a quanto richiesto inizialmente. Il contenzioso è stato abbandonato e la diffida ad adempiere ritirata.

Giulia ha, però, imparato un’importante lezione: i contratti si possono concludere anche tacitamente, per comportamento concludente, con un semplice assenso, specie quando non si tratta di pacchetti turistici acquistati fuori dai locali commerciali.

Il diritto al ripensamento c’è, ma massima attenzione nell’impegnarsi!