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Il caso

Prodotto utilizzato: Difesa Scuola

Tempi di definizione: 4 mesi

Spese sostenute dal cliente: 0 euro

Spese legali e peritali risparmiate grazie a D.A.S.: 1.800 euro

COME TUTELARE LA SCUOLA DALLE DIFFAMAZIONI RICEVUTE VIA WEB

tutelare la scuola

Si rivolge a noi Edda, direttrice di una scuola privata paritaria primaria. L’istituto scolastico, con il corpo docente e personale ATA, è assicurato con noi con la polizza Difesa Scuola e ci ha chiesto supporto legale per tutelare la scuola dalle diffamazioni ricevute via web.

 

Perché assicurare una scuola con la polizza di tutela legale?

 

Assicurare una scuola con una polizza di tutela legale è una scelta importante e, oggi, più che mai necessaria. Non solo: le incombenze che gravano sui dirigenti scolastici implicano scelte e responsabilità anche penali, molto spesso amministrative, per le quali è fondamentale l’assistenza di un avvocato specializzato per difendere gli amministratori e l’istituto.

noi di DAS offriamo tutela legale specializzata attraverso la polizza Difesa Scuola in ambito civile, penale e amministrativo.

Edda telefona ai nostri uffici per denunciare un sinistro. Frasi ingiuriose, senza riferimenti diretti all’istituto ma riconducibili ad esso, sono apparsi su una chat web pubblica, poi portata all’attenzione della direttrice. La causa? Il plesso scolastico di cui Edda è amministratrice ha recentemente aperto una succursale ristrutturando una villetta in stile liberty da tempo in rovina. La Fondazione che controlla la scuola primaria ha risanato un edificio storico in abbandono da anni, restituendo valore al quartiere in cui è ubicato e aprendo il parco della villa alla collettività come giardino giochi pubblico.

Privacy, riservatezza, tutela dell’immagine, rispettabilità sono valori più che mai esposti oggi al rischio di una diffamazione generalizzata che viaggia su internet, si diffonde come un virus, generando sospetto, pregiudizio, e demolendo con pochi “click” il lavoro realizzato da un professionista in anni di impegno e di passione.

Edda è stata accusata con parole offensive, non richiamando espressamente il suo nome, attaccando la scelta educativa da lei proposta: quella di una scuola differenziata privata per classi omogenee separate in cui l’apprendimento dei bambini e delle bambine viene trattato disgiuntamente con un’offerta didattica di genere, ad hoc.

Le accuse, come precisato, non evocavano direttamente il nome dell’istituto o le generalità della sua amministratrice, ma erano agevolmente riconducibili ad essi perché sul “social media” appariva il nome della località in cui la scuola aveva aperto la sede succursale.

Confermata la regolarità del sinistro, i nostri avvocati hanno anzitutto redatto e depositato una denuncia querela nei confronti di ignoti, salvo poi risalire − attraverso un lavoro di investigazione garantito dalla nostra polizza che copre anche le spese peritali − all’identità del diffamatore.

L’astio e l’acredine nelle parole apparse sul web contestavano (con termini ingiuriosi) la scelta didattica, il fatto di portare nel quartiere un’élite di bambini dell’alta borghesia che, separati gli uni dagli altri, studiavano in una villa restaurata, mentre i bambini del quartiere affollavano, nella promiscuità, le aule obsolete di scuole comunali.

Difendere la libertà di impresa significa difendere anche la libertà di insegnamento individuando in modo appropriato gli strumenti educativi che possono agevolare l’apprendimento. È questa la strategia di difesa seguita dai nostri avvocati che hanno intimato alla controparte il risarcimento dei danni morali derivanti dalla condotta diffamatoria ed infamante.

Non solo. L’avvocato nostro incaricato si è anche opposto alla richiesta iniziale di archiviazione avanzata dal PM ottenendo dal giudice il rinvio a giudizio.

Come si è concluso il caso? Edda ha incontrato personalmente il diffamatore supportata dai nostri avvocati, ma ha preferito ritirare la denuncia. Il confronto dialettico ha permesso di andare oltre le barriere ideologiche, di superare antagonismi sociali sterili ed inconcludenti: l’integrazione è un fatto di civiltà, si conquista con le opere e con le testimonianze e non con proclami astratti.

A questa mediazione ha partecipato anche il nostro legale incaricato e si è conclusa – nel rispetto della libertà di impresa e di iniziativa economica − con l’accoglienza nella scuola di Edda anche dei bambini più sfortunati del quartiere cui è stata data la possibilità di partecipare gratuitamente a momenti ludici e ricreativi.

Prodotto utilizzato: Difesa Scuola. Tempi di definizione: 4 mesi. Spese che il cliente avrebbe sostenuto se non fosse stato assicurato: 1.800 Euro, di cui 1.000 Euro di spese peritali. Valore del danno: stimati 10.000 Euro tra danno d’immagine e di reputazione.

 

Questo articolo trae spunto da un caso reale, ma ogni riferimento è puramente casuale.

DASy

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