Il caso

Prodotto utilizzato: DAS in Famiglia

Tempi di definizione: qualche settimana

Spese sostenute dal cliente: 0 euro

Spese legali e peritali risparmiate grazie a D.A.S.: circa 450 euro

COME LEGGERE LA BOLLETTA TELEFONICA?

LA CENTRALINISTA SPREZZANTE

 

− 122, buongiorno.

− Buongiorno, mi chiamo Franca Pocanzi avrei necessità di…

− Ha chiamato poc’anzi?

− No. Dicevo che mi chiamo Pocanzi.

− Deve fare il 123, grazie di averci chiamato.

La centralinista sprezzante chiuse il commutatore di linea e tornò a limarsi le unghie.

− 123, buongiorno, posso aiutarla?

Il tono era tutt’altro che empatico, quasi annoiato.

− Buongiorno, mi chiamo Franca Pocanzi avrei necessità di…

− Quella di poc’anzi? Deve fare il 122, grazie di averci chiamato.

L’operatrice telefonica della compagnia Telphone era pagata troppo poco per farsi carico delle problematiche dei clienti. Chiuse la telefonata. Tornò agli smalti, alle lime e ai belletti di cosmesi.

− Mi chiamo Pocanzi, ho chiamato poc’anzi, sono una vostra utente telefonica, avrei necessità di conoscere i dettagli della mia bolletta.

− Resti in attesa. Segua il disco. Prema 1. Poi 2. Poi, tasto asterisco. Grazie di averci chiamato.

La centralinista sprezzante si specchiò sul vetro della finestra, fissò il proprio volto, le ciocche dei capelli; poi si disse, quasi sottovoce: “Devo proprio rifarmi la tinta”. Tornò a rispondere al telefono.

− 122, buongiorno. Posso aiutarla?

Era evidente che non aveva nessuna intenzione di farlo.

− Ho necessità di conoscere il dettaglio del mio piano tariffario. È mezz’ora che cerco di parlare con voi.

− Digiti 3. Poi, tasto asterisco. Nei giorni dispari, prema cancelletto. Negli anni pari, prema zero prima di comporre 3. Grazie di averci chiamato.

La sventurata cliente dovette effettuare molteplici tentativi prima di riuscire nell’impresa. Tornò, nuovamente a parlare con la centralinista sprezzante del 122. Aveva la fronte madida di sudore e un inizio di nevralgia.

− Nella fattura mi addebitate 50 euro al mese per “altri costi”. Posso sapere quali sono questi costi?

La centralinista prese il manuale della trasparenza tariffaria e iniziò a sfogliare l’indice. – “Contributo di attivazione linea”, grazie di averci chiamato.

− No! Aspetti! Non metta giù! Ho attivato il telefono nel dopoguerra; quali costi di attivazione ci sono ancora?

Chiese, quasi supplicante, la cliente sempre più scoraggiata.

− Non possiamo fornire queste informazioni a voce. La privacy. Deve scrivere una raccomandata a “Info consumatori”. Può trovare l’indirizzo nelle condizioni generali di abbonamento. Grazie per aver scelto Telphone.

La telefonata venne interrotta da un click, che scivolò come una ghigliottina sulle aspettative di certezza della povera cliente. La centralinista sprezzante aggiunse una spunta sul campo lampeggiante del monitor. La spunta stava per “cliente assillante”.

− Sono la signora Pocanzi. Parlo con il 122?

− Quella di poc’anzi? Forniamo solo un’informazione al giorno a cliente. Le successive sono a pagamento: 50 centesimi ogni 30 secondi di chiamata. Come posso aiutarla?

− Ci sono delle voci oscure nella mia bolletta. Macché poc’anzi! È un’ora che tento di parlare con voi! Voglio sapere cosa sono questi “Diritti fissi”, “Diritti di segreteria”, “Costi di incasso”, che mi addebitate ogni volta!

Sbottò la cliente.

La centralinista sprezzante, per nulla intimorita, si passò una seconda mano di smalto sull’unghia del mignolo e notò una piccola sbavatura di imperfezione. Doveva assolutamente ritoccare il colore. Poi, riprese: − Voci oscure? Nella nostra bolletta? È sicura di aver fatto il numero giusto? Non sono, forse, “voci oscure” quelle che sente dentro di sé? Non diceva di chiamarsi “Pocanzi”?

L’avvocato avrebbe spiegato, successivamente, alla signora Pocanzi, che era impossibile districarsi nei dettagli tariffari delle bollette telefoniche e che la centralinista della Telphone non le avrebbe mai fornito le informazioni richieste. Così, la sfortunata utente avrebbe continuato a pagare importi per servizi non richiesti, per chiamate non fatte, per un’infinità di altri balzelli, che si sarebbero raddoppiati se la signora Pocanzi avesse deciso di recedere dal contratto.

− È meglio che continui a pagare.

Le aveva consigliato la centralinista sprezzante, soddisfatta per il nuovo colore magenta delle sue unghie laccate.

Se la signora Pocanzi avesse avuto una polizza DAS, per lei sarebbe stato tutto più semplice. Una telefonata al servizio di ConsulDAS, anziché alla Telphone, le avrebbe permesso di ottenere il rispetto dei propri diritti contrattuali: con il supporto di un legale messo a disposizione gratuitamente da DAS, la signora Pocanzi avrebbe potuto ottenere il rimborso di tutti gli importi non dovuti al gestore telefonico dal… dopoguerra fino ad oggi.

Con DAS, la vita è un po’ più facile.