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Vertenze contrattuali

Traslochi

 

Un’agenzia di assicurazioni ha cambiato la propria sede e ha incaricato una ditta di traslochi per tutte le operazioni di trasferimento. La ditta ha esposto un preventivo di 1.800 euro per le attività di smontaggio, trasporto e rimontaggio del mobilio e delle attrezzature.

Il problema è sorto quando il nostro assicurato ha chiesto alla ditta di traslochi di tagliare alcuni pensili. La ditta non solo non ha provveduto a quanto richiesto ma non ha nemmeno eseguito le attività di rimontaggio dei mobili presso la nuova sede, lasciando l'agenzia in grave difficoltà. Nonostante il parziale inadempimento di quanto pattuito, ha inviato una fattura con un importo immotivatamente più alto del preventivo.

L’agenzia, nostra assicurata, ha contattato il Centro Servizi Legali di DAS che ha sollevato alla controparte tutte le eccezioni del caso. Inizialmente viene trasmessa una nota di credito per pareggiare la fattura con il preventivo iniziale, ma ciò non era sufficiente: il principale inconveniente per l’agenzia riguardava infatti il mancato rimontaggio dei mobili.

DAS ha formulato una proposta transattiva facendo leva proprio su tali inadempienze. La ditta di traslochi, assumendo un atteggiamento ostile, si è rivolta così al proprio legale che ha inviato una missiva con la quale ha intimato immediatamente il pagamento dei 1.800 euro.

Le parti sembravano distanti e irremovibili. Il Centro Servizi Legali ha pertanto iniziato a comunicare con il legale di controparte ribadendo l'inadempimento del proprio cliente e dopo diversi tentativi è riuscito a far mediare le parti e trovare un accordo soddisfacente. Alla fine il nostro assicurato ha corrisposto 1.000 euro per il servizio ricevuto.

Se la questione non fosse stata risolta in via bonaria, dato l'atteggiamento ostile della ditta fornitrice, la vertenza si sarebbe protratta per diversi mesi e le spese legali avrebbero superato di gran lunga il valore in lite.


E se la compagnia telefonica da i numeri?

 

Si è rivolto al Servizio ConsulDAS un assicurato che intendeva recedere dal contratto ADSL stipulato con una nota compagnia telefonica, chiedendo al consulente un aiuto per la redazione della lettera da inviare.

Apparentemente, dunque, sembrava si trattasse di una semplice consulenza grazie alla quale il sig. Antonio, nostro assicurato, è riuscito ad ottenere velocemente la bozza di una lettera per comunicare in maniera corretta alla compagnia telefonica il recesso dal contratto entro il termine ivi prescritto. Con la stessa lettera, inoltre, ha manifestato la volontà di corrispondere gli importi dovuti fino alla data di risoluzione del rapporto, senza ulteriori aggravi di spesa.

Dopo qualche giorno dall’invio della raccomandata il sig. Antonio ha ricevuto una lettera di risposta della compagnia telefonica con la quale gli veniva confermata la regolarità della disdetta e inviato il  conteggio degli importi dovuti fino alla scadenza del contratto. L’amara sorpresa, però, si è riscontrata nell’addebito a suo carico di un ulteriore onere, alquanto elevato, richiesto dalla compagnia telefonica quale costo per la fornitura del servizio fino ad allora prestato.

Il sig. Antonio, particolarmente infastidito da tale pretesa, ha richiamato il servizio  ConsulDAS per richiedere il parere di un Legale esperto sul punto in questione.

Esaminando il contratto il consulente ha rilevato l’illegittimità della richiesta economica in quanto un importo aggiuntivo era contrattualmente previsto solo nell’eventualità in cui il recesso fosse stato comunicato entro il primo anno di fornitura.

Poiché il recesso era stato comunicato al termine del terzo anno, nulla era dovuto alla compagnia erogatrice.

L’invio di un’altra raccomandata ha sortito l’effetto sperato: lo scorporo dell’importo indebito e la soddisfazione del nostro assicurato.

 

Per evitare situazioni spiacevoli è sempre preferibile far controllare una lettera o un contratto da un professionista esperto, per ottenere il consiglio più opportuno per affrontare il problema nel migliore dei modi e tutelare adeguatamente i propri diritti.


Quando la mancanza del caffè rende nervosi...

 

Per molti italiani il caffè rappresenta un culto, uno stile di vita, la più gradita esaltazione del gusto che allieta molti istanti della giornata, soprattutto quando è possibile sorseggiarlo comodamente seduti sul divano di casa.

Tra gli appassionati troviamo anche Alberto, il marito di una nostra assicurata di Roma che, ormai da anni, desiderava acquistare una macchinetta professionale per poter preparare il caffè espresso come quello che si beve al bar, direttamente a casa propria.

Per esaudire questo desiderio la Signora Maria, in occasione della festa degli innamorati, ha deciso di organizzare una sorpresa al marito e acquistare una macchina del caffè di ultima generazione, in grado di soddisfare i palati più fini. Dopo qualche settimana dall’acquisto però, durante la preparazione del caffè, qualcosa non ha funzionato, causando una fuoriuscita di acqua e miscela dall’intercapedine che collegava il braccio meccanico all’apparecchio e suscitando le ire di Maria. Vani i tentativi di pulizia dei filtri e degli imbuti che indirizzavano il caffè nella tazzina.

La nostra assicurata, dispiaciuta e adirata, si è precipitata al negozio presso il quale aveva effettuato l’acquisto nella speranza che il venditore avesse qualche consiglio. Interpellato, il commerciante aveva ipotizzato che la miscela di caffè utilizzata fosse di grana troppo spessa. Ma, nonostante la sostituzione di questa con una nuova miscela, la macchinetta non funzionava più correttamente. Ricontattato il commerciante, egli tergiversava e insinuava che Maria avesse erroneamente manovrato l’apparecchio causandone il malfunzionamento che non poteva essere addebitato quindi ad un vero e proprio guasto.

Persuasa che di guasto si trattasse, la nostra assicurata desiderava consultarsi con un legale per capire come affrontare la situazione e cosa sarebbe stato più giusto fare per tutelare i suoi diritti.

Ma da chi andare? Chi avrebbe potuto darle un consiglio? D’improvviso,  si è ricordata di avere una polizza D.A.S. e di poter godere del servizio di consulenza legale telefonica “ConsulDAS” semplicemente componendo il numero verde.

Il consulente D.A.S., visto il breve termine trascorso dall’acquisto, ha consigliato a Maria di ritornare dal negoziante per far valere le sue ragioni, informandola che il Codice del consumo dispone che in presenza di un vizio che rende il bene inidoneo rispetto all’uso cui è destinato, il consumatore ha una duplice alternativa: la riparazione o la sostituzione del bene, senza alcun aggravio di spesa né disagi a suo carico.   

Ha consigliato dunque all’assicurata di parlare con il negoziante per chiedergli di intervenire nel rispetto della normativa e, se il venditore fosse rimasto inerte, di formalizzare la richiesta con una raccomandata con ricevuta di ritorno. Il commerciante, dopo aver ricevuto la raccomandata contenente la diffida inviata da Maria, si è reso disponibile al ritiro dell’elettrodomestico per procedere con la riparazione dello stesso e ha promesso la riconsegna del bene entro un brevissimo termine.

Tuttavia i tempi si sono allungati parecchio e Maria, dopo numerosi solleciti, si è nuovamente rivolta a ConsulDAS per predisporre con l’aiuto del consulente un’altra raccomandata richiedente la sostituzione del bene con un altro dello stesso genere e dello stesso pregio. Il commerciante, non potendo più giustificare il ritardo, si è trovato costretto a consegnare un nuovo elettrodomestico, con grande soddisfazione della nostra assicurata.

 

Il consulente D.A.S. ha il compito istituzionale ma soprattutto l’impegno morale di supportare e consigliare gli assicurati, aiutandoli, come in questo caso, nella redazione di raccomandate e/o lettere, guidarli passo per passo, consigliando loro la strategia da intraprendere nel rispetto della legge per far valere correttamente le loro pretese e, soprattutto, i loro diritti. La favorevole definizione di una vicenda è un successo non solo per i nostri assicurati ma anche per i nostri esperti ConsulDAS che vivono in prima persona, con grande spirito di partecipazione, gli inconvenienti che capitano a questi ultimi e che si adoperano affinché il servizio di consulenza possa rappresentare un valido strumento di supporto in caso di necessità dei nostri assicurati.


Artigiano inadempiente, grattacapo incombente

A volte anche un semplice intervento artigianale può trasformarsi in una fonte di ansia e stress. È stato il caso di una nostra assicurata, che dopo aver sottoscritto un contratto con una ditta specializzata per il mon­taggio di sette porte e il rivestimento di una porta blindata, ha visto le cose complicarsi in modo inatteso.

I termini di consegna dei lavori erano stati fissati in sessanta giorni dai rilievi, e il contratto prevedeva anche il pagamento anticipato dei lavori. Decorsi i due mesi previsti, se le operazioni di montaggio delle sette porte erano state portate a termine, la porta blindata era invece sprovvista del pannello di copertura. La signora ha quindi deciso di pazientare un po’, ma trascorsi cinque mesi senza che alcun sollecito venisse ascoltato, la nostra assicurata si è rivolta al servizio di Consulenza e Assistenza Legale di DAS per denunciare la ditta e farsi risarcire il danno.

In seguito alla nostra diffida ad adempiere gli obblighi contenuti nel contratto, la signora è stata contattata dalla ditta, che le ha proposto il rimborso dell’intero importo versato per il rivestimento della porta blin­data, promettendole inoltre di provvedere al ripristino della stessa. La fase finale della vicenda è stato un atto di transazione in cui sono stati indicati i termini e le condizioni per chiudere bonariamente la vicenda. Poche settimane più tardi, la nostra assicurata ci ha informato soddisfatta dell’avvenuto montaggio del rivestimento alla porta e di avere incassato l’assegno emesso dalla ditta a titolo di rimborso.






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