In vacanza con l’ospite indesiderato
Il servizio ConsulDAS ha aiutato due assicurati a ottenere il risarcimento per il disagio patito in vacanza, quando al momento di prendere possesso della stanza hanno trovato un topo in camera…
Prenotare una camera d’albergo e trovarla già occupata: è successo a molti, ma due assicurati DAS hanno fatto un’esperienza rara. Arrivati in hotel, infatti, hanno trovato un topo nella stanza che gli era stata assegnata. Denunciata la sgradita presenza ai responsabili della struttura, i nostri clienti sono stati spostati in un’altra stanza, che però non mancava soltanto dei comfort prenotati, ma persino dei servizi essenziali.
Al rientro in Italia i nostri assicurati hanno contattato DAS per ottenere il risarcimento del disagio patito, e il servizio ConsulDAS ha immediatamente presentato un reclamo formale all'Agenzia Viaggi, al Tour Operator e alla Compagnia assicurativa. Subito dopo è stata avviata la trattativa per stabilire l’entità del danno, che la controparte ha quantificato in 300 euro complessivi. Soddisfatti della somma, i nostri clienti hanno controfirmato l’offerta e chiuso in pochi giorni una vertenza nata a seguito di una vacanza che si è rivelata davvero “tutto compreso”.
Se la vacanza è a metà, il rimborso deve essere pieno
Acquistare un pacchetto vacanza significa acquistare un pacchetto di servizi: se quel pacchetto risulta incompleto, è giusto essere rimborsati.
È quanto si evince dalla vicenda di due coniugi assistiti dal servizio di Consulenza e Assistenza Legale DAS incappati in un disservizio durante una crociera. Il viaggio prevedeva la partenza in aereo da Milano con destinazione Copenhagen, dove avrebbero dovuto imbarcarsi sulla nave da crociera dopo una visita alla capitale danese. A causa di problemi tecnici, tuttavia, il viaggio aereo ha subito un ritardo di circa 4 ore, impedendo ai nostri assicurati di visitare la città. Giunti a casa dopo la crociera, i due coniugi hanno denunciato il danno, facendo appello al servizio di Consulenza e Assistenza Legale DAS per chiedere un risarcimento.
Raccolta la documentazione necessaria, i nostri esperti hanno immediatamente indirizzato la richiesta all’organizzatore del viaggio e al venditore - come prevede la normativa del Codice del Consumo - informando della vicenda anche il vettore aereo. Acquisito il reclamo, l’organizzatore ha imputato il danno alla compagnia aerea, che da par suo ha respinto ogni responsabilità adducendo che il ritardo era stato dovuto a problemi tecnici non prevedibili. Il servizio di Consulenza e Assistenza Legale, sulla base del Regolamento Ce e di una recente pronuncia della Corte di Giustizia, ha richiesto il risarcimento di 500 euro (250 a persona), a fronte di un’offerta di 250 euro (125 a persona) formulata dalla compagnia aerea. I nostri assicurati hanno rifiutato la proposta insistendo per l’intero importo, che a seguito di ulteriori solleciti dei nostri legali è stato interamente riconosciuto, con piena soddisfazione dei clienti.
Overbooking, l’imprevisto sulla rotta delle vacanze
Nel torrido caldo di agosto arriva al numero verde di Consuldas la concitata telefonata di un’assicurata che chiama da un aeroporto per esporre il suo problema: dopo aver effettuato la prenotazione online, la signora ha acquistato un biglietto aereo di andata e ritorno pagando con carta di credito, ma al momento di tornare a casa, nonostante si fosse presentata al check–in all’orario previsto, le viene negato l’imbarco al suo volo charter. Nell’andirivieni dell’aeroporto e nella totale indifferenza degli assistenti, l’assicurata ha fatto appello al numero verde Consuldas per venire a capo della situazione. Il consulente DAS le ha fornito una prima risposta specificando che in caso di vendita di prenotazioni o di biglietti in numero superiore a quelli realmente disponibili sull’aereo si applica il regolamento CE n.261/04 in vigore dal 17 febbraio 2005, che introduce nuovi diritti per i passeggeri e obblighi per le compagnie. Il regolamento estende la normativa anche ai voli non di linea, comprendendo quindi i voli charter. In questi casi il passeggero, per poter godere della tutela prevista dal regolamento, deve essere in possesso di una prenotazione del volo confermata e presentarsi all’accettazione all’ora indicata per iscritto dal vettore aereo. Se nonostante ciò l’imbarco viene negato, la compagnia aerea può cercare un accordo con altri passeggeri eventualmente disposti a cedere il posto, e nel caso in cui lo scambio non sia realizzabile, il passeggero ha diritto alla scelta tra il rimborso del biglietto - che deve essere effettuato entro 7 giorni - e un volo non appena possibile. Oltre a ciò, ha diritto a eventuali pasti e pernottamenti gratuiti e a due telefonate, fax, o e-mail gratuite, ricordando che il passeggero deve potersi rivolgere in qualsiasi momento al banco di accettazione per ottenere informazioni sui suoi diritti, anche attraverso la carta dei diritti del passeggero. In caso di negato imbarco, il vettore aereo deve corrispondere i seguenti importi: 250 euro per voli inferiori a 1500 km, 400 euro per voli intra-Ue superiori ai 1500 km e per le altre tratte comprese tra 1500 e 3500 km, 600 euro per i voli extra-UE superiori ai 3500 km di distanza. Tuttavia, se il passeggero opta per un volo alternativo, la compensazione in denaro può essere ridotta. Il consulente legale DAS ha anche sottolineato all’assicurata che l’indennizzo non è invece dovuto in alcuni casi specifici: se la compagnia riesce a dimostrare che la responsabilità della cancellazione non è sua, ma dovuta a circostanze eccezionali; se il passeggero è stato informato della cancellazione almeno due settimane prima della partenza; se è stata offerta al passeggero la possibilità di imbarcarsi su un volo alternativo a poche ore dall’orario previsto.
Poco dopo la prima telefonata, l’assicurata ha richiamato per informare il consulente legale DAS che le era stato proposto di imbarcarsi su un volo alternativo senza la certezza che le venisse garantita la medesima classe di prenotazione. Il consulente ha subito precisato alla signora che nel caso l’avessero sistemata in una classe di prenotazione superiore non avrebbe dovuto pagare alcun sovrapprezzo, mentre nel caso in cui il suo posto fosse stato in una classe di prenotazione inferiore le avrebbero dovuto rimborsare entro 7 giorni una percentuale del biglietto, diversa a seconda della lunghezza della tratta. Confortata anche su questo ultimo punto, l’assicurata ha infine optato il volo alternativo, tornando tranquillamente a casa.
Aiuto, hanno smarrito il mio bagaglio!
Tornare dalle vacanze e perdere la valigia in aereo: il più classico degli imprevisti è quanto è accaduto a un nostro assicurato rientrato quest’estate da un viaggio in una capitale europea con la famiglia. Dopo aver inutilmente atteso la propria valigia all’area ritiro bagagli, nel momento in cui il nastro trasportatore si è arrestato, il signor Bianchi è stato colto dalla raggelante consapevolezza che il suo bagaglio non era giunto a destinazione. Preoccupato e smarrito, si è rivolto al Servizio ConsulDAS per capire come tutelare i suoi diritti.
Il Consulente Legale DAS ha immediatamente indirizzato il signor Bianchi all’ufficio “Lost and Found” dell’aeroporto per formalizzare lo smarrimento del bagaglio, ricordandogli di tenere a portata di mano il biglietto aereo e il talloncino identificativo del bagaglio. Subito dopo, il nostro legale ha supportato il cliente nella redazione del modulo PIR (Passenger Irregularity Report), nel quale devono essere illustrate tutte le caratteristiche del bagaglio (marca, colore, dimensioni, ecc.), precisando che è importante farsi rilasciare copia del documento sottoscritto per gli eventuali sviluppi dell’incidente. Il consulente, inoltre, ha informato il signor Bianchi che in ogni caso era necessario attendere ventun giorni dalla data della denuncia, lasso di tempo decorso il quale la compagnia aerea può effettivamente dichiarare smarrito il bagaglio.
Dopo il primo colloquio telefonico, il legale DAS ha effettuato una ricerca sulla compagnia aerea protagonista dell’episodio per verificare l’applicabilità al caso di specie della Convenzione di Montreal, ed essere pronto ad assistere il signor Bianchi qualora si fosse resa necessaria una richiesta risarcitoria.
Decorsi i ventuno giorni senza alcuna notizia del bagaglio, il signor Bianchi ha ricontattato il numero verde ConsulDAS per valutare il da farsi con il suo consulente.
Confermata la fondatezza delle ragioni, il legale DAS ha aiutato l’assicurato a redigere una lettera di reclamo su quanto accaduto, inviata direttamente dallo stesso consulente alla compagnia aerea a mezzo raccomandata a/r. Dopo vari solleciti, il signor Bianchi ha ricevuto una lettera nella quale, oltre a formalizzare le scuse per lo smarrimento del bagaglio, la compagnia ha quantificato un importo a titolo risarcitorio per il danno subito. A questo punto il signor Bianchi si è nuovamente rivolto al suo consulente per valutare la congruità dell’offerta, che dopo un calcolo ponderato è stata accettata con piena soddisfazione dell’assicurato e del consulente. Il caso conferma come, attraverso l’attività di ricerca e l’approfondimento i legali di ConsulDAS riescono a esprimere la competenza tecnico-giuridica necessaria a supportare al meglio i nostri assicurati in tutti le controversie in cui sono coinvolti, permettendo loro di affrontare le qualsiasi imprevisto con consapevolezza e tranquillità.