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11/11/2017
IL CASO DEL CICLISTA CONDANNATO PER OMICIDIO STRADALE

 

La legge 41/2016 sull’ omicidio stradale è entrata in vigore il 25 Marzo 2016 e il 15 Aprile dello stesso anno a Firenze c’è stata una delle prime vittime della strada, con il primo caso di omicidio stradale. La legge è nata come deterrente nei confronti di chi si mette alla guida in modo incosciente, ma in questo caso alla guida non c’era il conducente di un automezzo, bensì un ciclista in sella alla sua bici. La singolare vicenda da molti spunti di riflessione dato che in Italia per chi guida una bicicletta non c’è l’obbligo di stipulare una polizza di responsabilità civile verso terzi e quindi sarebbe di buon senso assicurarsi non solo per i danni causati a terzi, ma potrebbe essere opportuno sottoscrivere anche un polizza di tutela legale che copra la responsabilità di eventuali contenziosi che possono insorgere.

 

LA VICENDA: una ragazza di 30 anni andando in bicicletta si gira per vedere se alle sue spalle sopraggiungesse un bus e la sua distrazione è stata fatale per una donna di 60 anni travolta mentre attraversava a piedi la strada, il conducente della bici non fece in tempo a scansarla. Nell’ immediato le conseguenze dell’investimento non sembrarono particolarmente gravi, nonostante l’immediato ricovero in ospedale il quadro clinico purtroppo si aggravò in maniera repentina e drammatica. Un’emorragia sottodurale come conseguenza dell’impatto d’urto e della caduta a terra, comprovata dall’ autopsia disposta dal pubblico ministero, stroncò la pensionata.

 

Un caso di OMICIDIO stradale dunque, e l’avvocato della conducente della bicicletta assistita non ha potuto invocare attenuanti per la sua assistita tanto era chiara la dinamica del sinistro. L’unica strada perseguibile era patteggiare la pena come previsto dalla legge, dovendo scontare la pena di 2 anni, con la riduzione fino a 1/3 della stessa per la scelta del rito detto ‘premiale’, fa per l’appunto 1 anno e quattro mesi.

 

Ma al di la’ dell’aspetto penale della vicenda si apre la possibilità per le persone danneggiate, in questo caso i parenti della vittima, di costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento del danno. Un caso quindi che ha sicuramente molti aspetti su cui riflettere.

 

Fonte: http://newsulias.it

 




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